Trasporti e mobilità, Castori: “Ottimo il Frecciarossa, ma non dimentichiamo i pendolari”

I viaggiatori dei treni regionali troppo spesso non fanno notizia, mentre dovrebbero essere loro al centro del dibattito e delle pianificazioni

“La giunta comunale uscente del sindaco Andrea Romizi si è impegnata per migliorare i trasporti locali. Questo impegno è culminato con l’approvazione del PUMS, cioè il primo piano urbano della mobilità sostenibile da vent’anni a questa parte. In esso l’impegno anche ad un’azione politica e costante per dare un contributo anche a livello regionale. Ciò nonostante ancora si sta dando troppa poca attenzione ai pendolari e ai viaggiatori occasionali, così come a quelli potenziali, dei treni regionali” afferma Carlo castori, consigliere comunale della maggioranza del sindaco Andrea Romizi.

“Il Frecciarossa è una conquista fantastica per Perugia. Il capoluogo dell’Umbria è finalmente collegato al nord del paese mediante una relazione di pregio Alta Velocità. La recente notizia delle affermazioni fatte dall’ad del Gruppo Ferrovie dello Stato circa l’interessamento a valutare la possibilità di nuovi collegamenti similari con Roma e con l’aeroporto internazionale di Fiumicino, non può che far ben sperare. Tuttavia è importante chiarire che si tratta sempre di collegamenti posti principalmente al servizio giornaliero di una ristretta platea di perugini e di umbri. Di fatto, stando anche ai più recenti rapporti ed indagini sulla clientela redatti da Trenitalia, anche i flussi turistici sono solo in parte interessati dalla rete dei treni alta velocità. La maggior parte del traffico viaggiatori di pendolari, lavoratori, studenti, turisti e viaggiatori occasionali predilige i treni regionali principalmente per motivazioni economiche e pratiche. Del resto anche il nostro Frecciarossa vanta una invidiabile media di 180 passeggeri al giorno; ma se li rapportiamo ai circa 1.800 pendolari perugini che viaggiano ogni giorno su Roma, Firenze e Arezzo, ci rendiamo conto che dobbiamo fare di più per questi ultimi che rappresentano un utenza di 10 volte superiore spiega Castori - Naturalmente è vero che stiamo parlando dell’utenza di più treni, raffrontata a quella di un singolo treno, ma basta vedere il costo dei biglietti e le tracce orarie del nostro Frecciarossa, per comprendere che è pura utopia pensare di poter spostare questi passeggeri dai regionali ad eventuali treni alta velocità. Bisogna ricordare che quando parliamo di pendolari per lavoro, parliamo di redditi nella media dei 1.300 euro che non possono farsi carico di biglietti ed abbonamenti troppo costosi. Il discorso è ancor più chiaro quando pensiamo ai pendolari per studio. Questi sono di solito giovani ragazzi tra i 18 ed i 23 anni, privi di reddito, ed a carico di famiglie già vessate dalla crisi economica nazionale, e da quella dell’economia umbra. A questi vanno aggiunti i flussi dei tanti turisti, italiani e stranieri, la cui stragrande maggioranza predilige spendere meno sul vettore di trasporto, per poter spendere di più nei luoghi che intende visitare – dice ancora Castori - Inoltre la questione del trasporto ferroviario vede anche una vasta platea di utenti potenziali che per ragioni economiche, o pratiche, prediligono, quando non per scelta obbligata, il mezzo privato, oppure il trasporto pubblico su gomma, con tutti gli aggravi ambientali, viari ed economici del caso”.

“Dare attenzione, ed impegnarsi con risolutezza e decisione sul tema, a fianco dei nostri pendolari, in favore dei loro treni regionali, sia quelli di Trenitalia che della ex Fcu, e delle relative infrastrutture, significa al tempo stesso sia portare avanti una battaglia di civiltà (la Costituzione garantisce il diritto alla mobilità), ma anche una battaglia per far tornare a crescere la nostra economia, garantendo un servizio ferroviario efficiente ed economicamente vantaggioso, al servizio sia dei viaggiatori, che della comunità e del territorio, poiché meno auto ed autobus in circolazione significa meno costi di manutenzione delle strade, meno inquinamento, meno traffico, e quindi meno soldi pubblici spesi. Se a questo aggiungiamo i benefici di un maggior afflusso di turisti nel nostro territorio, con ovvi afflussi di capitali per le nostre aziende e per le piccole e medie imprese del settore turistico, e della ristorazione, è chiaro che il futuro corre sul Ferro” conclude Castori.

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