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Domenica, 28 Novembre 2021
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In ricordo di Goliardo Canonico, grande professionista e avvocato, ma soprattutto un amico

L'avvocato Piero Pieri ricorda il collega, protagonista del mondo forense e sportivo perugino, scomparso a luglio di quest'anno

Riceviamo e pubblichiamo un ricordo dell'avvocato Goliardo Canonico, scomparso a luglio di quest'anno, scritto dall'avvocato eugubino Piero Pieri.

"Ricordare l'avvocato Goliardo Canonico costituisce per me un motivo di piacere, pur nel grande rammarico che ci abbia purtroppo lasciato.

Partendo dai prolegomeni, come direbbe il senatore professor Luciano Fabio Stirati, insigne docente eugubino, scomparso proprio ad agosto, il mio primo incontro ufficiale con Goliardo risale all’aprile 1978.

È per me sin troppo facile rammentare anche la data, nonostante il tempo trascorso, per le ragioni che andrò a spiegare brevemente.

All’epoca avevo da poco superato l’esame da procuratore e dovevo iscrivermi all’Albo. Era stata radicata una causa nella quale avrei dovuto costituirmi per i convenuti, con prima udienza fissata a breve. Su fermo impulso dell’avvocato Luigi Giacomo Scassellati Sforzolini, presso il quale avevo compiuto la pratica ed il cui studio continuavo a frequentare quotidianamente, cercai in tutti i modi di accelerare i tempi dell’iscrizione per potermi costituire.

All’epoca l'avvocato Goliardo Canonico era il segretario dell’Ordine e fu lo stesso avvocato Scassellati Sforzolini a contattarlo pregandolo di evadere la mia richiesta di iscrizione prima possibile, stante l’urgenza sopra riferita. l'avvocato Canonico si prestò di buon grado e mi ricevette subito alla Segreteria dell’Ordine per visionare i documenti e porre in essere quanto d’uopo per evadere la pratica. Il fatto è che io potei così costituirmi in giudizio, come aveva auspicato l'avvocato Scassellati Sforzolini. Fu proprio quello il mio esordio in Tribunale e non posso dimenticarlo!

Da allora, di tempo ne è passato davvero tanto ed io ho avuto modo di conoscere l'avvocato Canonico a fondo. Dapprima come avversario, ferratissimo in diritto quanto cortese, gentile, corretto e leale, anche con me, giovane “collega”.

In udienza brillava la sua squisita signorilità, i modi cortesi: non ti metteva mai in imbarazzo, né si atteggiava in alcun modo. Trattava con il giudice con il massimo riguardo, rispettando anche decisioni che non condivideva. Era sempre puntuale, difficilmente accadeva che arrivasse in udienza dopo il collega. Con sotto braccio o nella borsa il Messaggero, ti accoglieva salutando con un sorriso aperto ed amabile ed attendeva tranquillamente il suo turno, anche rispetto ai colleghi più giovani. Mai ho assistito ad una richiesta di avere la precedenza per impegni o altro da parte sua! Il che, consentitemelo, costituisce non già un’eccezione, ma una vera e propria rarità.

Poi, alla fine del secolo scorso, ho avuto l’opportunità di approfondire ulteriormente la sua conoscenza grazie a rapporti divenuti tra di noi molto più frequenti.

Nel 1998 infatti l'avvocato Canonico ed io siamo stati eletti entrambi consiglieri dell’Ordine degli avvocati di Perugia e non nascondo di aver poi proposto la sua elezione a presidente, cosa che si è effettivamente realizzata.

Quel triennio è stata un’esperienza utile e gratificante che mi ha permesso di entrare in una vera e propria simbiosi con l’illustrissimo collega, che aveva una lunga specifica militanza nel ruolo di consigliere dell’Ordine, talvolta espletata anche con funzioni di segretario e tesoriere.

Rammento ancora le sedute del venerdì pomeriggio, che spesso si protraevano sino a tarda sera, sotto la sua saggia ed oculata direzione.

I problemi da affrontare erano molti e di varia natura e lui sapeva gestirli con competenza e pacatezza non comuni. Ce ne voleva per farlo uscire da questo modo naturalmente signorile di affrontare le cose. Se, per avventura, talvolta accadeva, era proprio perché non se ne poteva fare a meno e la misura era veramente colma. Ed allora erano dolori, soprattutto per chi aveva evidentemente forzato improvvidamente la mano o, come si dice, tirato troppo forte la corda.

In quel Consiglio egli era il più anziano e la sua duttilità si rivelava, spesso ed in pari tempo, provvidenziale e decisiva.

Personalmente, lo ribadisco, ho un ricordo molto inteso e positivo di quel triennio sotto la sua presidenza. Si lavorava e bene con Lui, ciò per lo meno è quello che è avvenuto per me che, quale secondo membro anziano, avevo il piacere e l’onore di sedergli accanto nelle varie sedute e sostituirlo, ove necessario, quale presidente facente funzioni!

Goliardo, senza darlo a vedere, era un giurista fine ed acuto, assolutamente padrone del diritto civile, che trattava abitualmente nel suo complesso con competenza e disinvoltura non comuni. Averlo avversario, se da un lato era un piacere perché si comportava da avvocato per il quale, prima di ogni altra cosa, vi era il collega, con ciò che ne consegue, dall’altro costituiva indubbiamente un problema, in quanto professionista molto preparato e diligente: in grado, come tale, di rappresentare e tutelare al meglio gli interessi dei propri mandanti. Egli, con la padronanza che aveva del diritto civile nel suo complesso, sapeva infatti districarsi come pochi nelle difficoltà della a dir poco dispersiva normativa esistente.

Se poi vi era spazio per un’intesa, Goliardo non si tirava certo indietro, anzi la favoriva! E ciò ho avuto modo di constatarlo anche di recente, definendo un giudizio che ci vedeva contrapposti, dietro pressante richiesta rivoltaci dal giudice in tal senso. Pur poggiando la propria tesi su solide basi, Goliardo nell’occasione ha subito compreso la situazione, aderendo a tale input e favorendo in tal modo una definizione transattiva.

Il professionista esperto e capace si comporta così in simili frangenti, senza inutili e dispersivi distinguo!

Ha fatto parte della nostra UGCI in pratica da sempre, con una presenza attiva e costante che lo ha portato anche al vertice della stessa a Perugia, dopo la lunga presidenza dell'avvocato Bolletta. Anche in tale sede il suo è stato un contributo prezioso e competente, del quale l’Associazione intera si è giovata, trovando sicuro e valido apporto.

All’interno dell’Unione il suo impegno è stato rivolto a far crescere i giovani. Non a caso suo figlio, il professor avvocato Marco Canonico, molti anni dopo ha raccolto il testimone assumendo la carica di presidente dell’Unione di Perugia, mantenendola a lungo.

Ma il suo essere giurista cattolico andava al di là dell’appartenenza all’Unione ed alle cariche ivi ricoperte. Goliardo era un giurista cattolico a tutto tondo e ciò lo dimostrava nella quotidianità, con quel suo approccio leale e aperto alla vita, con la sua notoria correttezza e disponibilità, con la sua mite fermezza. Caratteri questi che ha manifestato in tutti i molti ruoli ed attività che è stato chiamato a svolgere.

Era pure un grande appassionato di sport, tanto ed è stato Presidente del Panathlon Club Perugia per 5 anni. La sua competenza e la dedizione al Panathlon gli sono valse la nomina a membro effettivo del Collegio arbitrale di garanzia statutaria del Panathlon International: ciò ha avuto luogo nell’ambito del Congresso Internazionale svoltosi a Castellanza il 6 aprile 2019. E’ stato tra i fondatori della Società Sportiva Tevere, portando la stessa ad organizzare gare ciclistiche anche a carattere nazionale. Ha ricoperto a lungo la carica di presidente del Comitato regionale della federazione ciclistica italiana, entrando poi a far parte del Consiglio federale della Fci., più volte ha fatto parte delle commissioni regionali umbre dello sport.

Una figura bella, signorile e senza ombre la sua, che dava lustro al nostro mondo ed alla quale chi si affaccia alla professione dovrebbe fare esplicito riferimento. Specie oggi, in un mondo sempre più privo di valori che la figura di Goliardo ha invece saputo rappresentare al meglio, conferendo prestigio del quale si avverte bisogno come mai in precedenza, in una società ove si va sempre più affievolendo la traccia dei valori indefettibilmente posti a base della stessa, quali competenza, onestà, dignità: connotati tutti ben presenti nel collega, che mi onoro di ricordare avendo avuto il privilegio di conoscerlo e frequentarlo a fondo e che mai potrò dimenticare, ma solo tentare di seguirne l’esempio: compito certo non facile!

Un vanto ed un prestigio per il Foro di Perugia, ove pur la presenza di colleghi valorosi e da prendere a modello non è mai mancata e della quale l'avvocato Goliardo Canonico entra iure a far parte, avendone ampia legittimazione e pieno titolo.

Che il suo esempio sia la luce per tutti coloro che hanno prescelto questa difficile professione, che diventa affascinante ed appagante se percorsa ed affrontata come l'avvocato Goliardo Canonico ci ha insegnato nella sua lunga ed intensa attività professionale.

Riposa in Pace, amico mio!".

Avvocato Piero Pieri

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