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Studenti contro le mafie, l'assemblea regionale incontra Capitano Ultimo, Maria Falcone e Libera

In streaming l'appuntamento promosso dalle Consulte dell'Umbria dedicato a chi ha lottato in prima persona contro la criminalità organizzata

Il Coordinamento studentesco delle Consulte dell'Umbria si è riunito nell'assemblea regionale dedicata all'impegno contro le mafie.

La seduta è stata trasmessa in diretta tramite il canale Youtube: "Consulta Provinciale degli Studenti di Perugia", mentre la realizzazione è stata gestita dalla società Promovideo. L'assemblea ha avuto inizio con i saluti e i ringraziamenti del presidente tuderte Samuele Tomasselli e del suo collega Lorenzo Prelati, i due moderatori della diretta.

È seguito l'intervento della dottoressa Pitoni dell'Ufficio Scolastico Regionale, ringraziando gli ospiti "di eccellenza etica" per "aver accettato con caparbietà e senza stancarsi mai di incontrare tutti gli studenti italiani, condividendo con loro ideali di legalità". Il primo ospite intervistato dai ragazzi è stato Sergio De Caprio, conosciuto con il nome "Capitano Ultimo", il quale è stato a capo dell'unità crimor dei Ros dei cCarabinieri, e noto per aver arrestato Totò Riina il 15 gennaio 1993. Al capitano sono state poste varie domande riguardo la lotta che tutti i giorni fa contro la mafia e come in questo periodo di pandemia si è battuto ancora per non lasciare indietro i meno fortunati fondando e prestando servizio nella casa famiglia "volontari capitano ultimo di Roma".

Capitano Ultimo ha identificato come promotore e simbolo della lotta contro la mafia il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa scomparso ormai 41 anni or sono nella strage di via Carini. «Questi mafiosi sono vigliacchi, è gente vile, perché praticano la violenza tanti contro uno, ma nel momento in cui li vai a prendere hanno paura di morire, chiedono aiuto, tremano» queste sono le toccanti parole di Capitano Ultimo che ha voluto raccontare la sua esperienza dell'arresto del boss mafioso Totò Riina.

Successivamente all'intervista al capitano De Caprio, è stato mandato in diretta un video sulla lotta contro la mafia dei due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a cui è seguita l'intervista alla professoressa Maria Falcone, sorella dell'ex magistrato. La professoressa Falcone, dalla morte di suo fratello, porta avanti progetti di educazione alla legalità nelle scuole e nelle università in Italia e all'estero per rendere viva la memoria di Giovanni Falcone e per continuare la lotta che proprio lui aveva iniziato. Maria Falcone durante la sua intervista ha sottolineato il concetto di legalità: «Il valore della parola legalità è unico e non ci possono essere ambiguità; legalità significa rispettare le regole le quali sono poste non per opprimere il cittadino ma per permettere ad una società di evolversi e di poter raggiungere determinati scopi».

Dopo la professoressa Falcone è stata intervistata la dottoressa Francesca Ricci di "Libera Umbria", una rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti, gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, coinvolti non solo contro le mafie e chi le alimenta ma anche per la giustizia sociale e per una legalità democratica fondata sull'uguaglianza.

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