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INVIATO CITTADINO Ascensori del Mercato Coperto: da ghiacciaia a forno crematorio

Un’escursione termica incredibile quella che porta gli utenti a battere i denti dal freddo o a svenire dal caldo. A seconda delle stagioni. È veramente inaccettabile che una struttura nuova di zecca presenti inconvenienti di questa natura ed entità

Da ghiacciaia a forno crematorio, così vanno le cose agli ascensori del Mercato Coperto. Ma si può rimediare. Speriamo.

Un’escursione termica incredibile quella che porta gli utenti a battere i denti dal freddo o a svenire dal caldo. A seconda delle stagioni. È veramente inaccettabile che una struttura nuova di zecca presenti inconvenienti di questa natura ed entità. Ma chi ha progettato non ha previsto un’evenienza addirittura scontata?

La stessa struttura materiale della cabina – peraltro bellissima – sembra fatta apposta per esasperare le temperature verso gli estremi, trattandosi di acciaio, termicamente sensibile e ottimo conduttore delle temperature esterne.

Insomma: i due ascensori, belli e (potenzialmente) comodi, rischiano di diventare la croce di quanti li usano. E siamo ancora al piano zero, 1 e 5, ossia dal parcheggio alla sommità della struttura che sbocca alle Logge dei Lanari.

Quando (si parla di ottobre) il mercato sarà attivo in ogni suo livello, la permanenza degli utenti sarà prevedibilmente più lunga e il disagio più marcato.

Un problema insolubile? Certo che no. Basterebbe semplicemente dotare ciascuna cabina di un condizionatore con inverter, magari posizionato superiormente al vano utenti.

In questo modo, con una spesa relativamente modesta, il condizionatore potrebbe alzare le temperature in inverno ed abbassarle in estate. Creando un clima respirabile.

Siamo noi a pagare. Non manca peraltro chi osserva come, nel caso della sosta (adesso) o degli acquisti (in un prossimo futuro), siano gli utenti a pagare. Senza dimenticare, inoltre, che quella realizzazione è stata effettuata con denaro sonante dei cittadini tassati e… tartassati.

Siamo ancora in tempo? Gli esperti dicono di sì. È realizzabile, e in tempi brevi, un intervento di buon senso a favore dei numerosi utenti che pretendono un minimo di comfort. È forse chiedere troppo?

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