Giovedì, 5 Agosto 2021
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Auditorium Santa Cecilia tra storia e futuro, dibattito in Consiglio: "Ecco come funziona la nuova gestione"

Il numero delle giornate da riconoscere al Comune per l’utilizzo della struttura è di 30 e sono previsti almeno tre eventi-concerto di musica antica-barocca

L'oratorio di Santa Cecilia è stato, lo dice il nome, un importante luogo di musica e preghiera nel passato. Poi vennero i tempi del cinema parrocchiale, con i filmoni biblici, Stanlio e Ollio e le pellicole della coppia Bud Spencer e Terence Hill. In seguito vennero i tempi dell'abbandono e poi la rinascita con i concerti e le attività culturali.

La capogruppo del Partito democratico Sarah Bistocchi ha presentato un’interrogazione sulla manifestazione di interesse per la gestione dell’Auditorium Santa Cecilia, "un piccolo gioiello barocco appositamente creato nel Seicento come sala da musica, il primo della città con questa destinazione".

La gestione ha messo a disposizione un’offerta culturale ricca ed articolata: spettacoli, presentazioni di libri, momenti di approfondimento su vari temi, incontri di poesia, prosa, giornalismo, cabaret, e soprattutto una straordinaria ed eterogenea offerta musicale. Anche quando, nell'ultimo periodo di attività, l'Auditorium non era più in condizioni di organizzare concerti dal vivo, è stato capace di reinventarsi, ma senza perdere la sua vocazione iniziale, diventando punto di riferimento della musica e
didattica per bambini.

Il 29 ottobre del 2020, dopo 19 anni di attività, l’attuale gestore ha riconsegnato le chiavi all'Amministrazione comunale, che, tramite avviso esplorativo di “manifestazione di interesse”, ha inteso individuare un nuovo soggetto per la concessione della gestione degli spazi della struttura seicentesca per attività musicali.

Dalla lettura della manifestazione d’interesse, si evidenzia che, nel rispetto della promozione e valorizzazione dell’Auditorium, il concessionario si impegna, tra le altre cose, a realizzare almeno tre eventi-concerto di musica antica-barocca, che è fissato un canone di uso per la concessione della struttura di importo minimo pari a euro 6.682,72 oltre Iva, che il gestore dovrà corrispondere al Comune in due rate di egual valore da versare entro il terzo mese di ogni semestre di gestione; infine, che il Comune di Perugia si impegna a pagare un importo per le date riservate in numero di 40 all’anno per svolgere attività proprie.

Bistocchi chiede di conoscere "a che punto è il perfezionamento del contratto con i locatari, al fine di restituire l’immobile ad una funzione utile alla città e alla sua attività culturale, necessità questa tanto più forte e manifesta vista la cronica mancanza di spazi idonei alla vita culturale di Perugia", ma anche "con quali criteri e in base a quale norma del Codice degli appalti si richiedono tre concerti di musica antica-barocca, escludendo altri generi musicali e quindi altri operatori, e di fatto introducendo un requisito privilegiato in base al quale si escludono dalla partecipazione altri soggetti portatori di diversi interessi culturali e musicali", oltre a voler conoscere "il principio in base al quale da una parte l’Amministrazione Comunale richiede un canone di locazione, e dall’altra la copertura di tale importo nei fatti viene assicurata attraverso il pagamento dell’uso per 40 date all’anno; infine, se esista un regolamento di accesso alle 40 date all’anno di uso da parte del Comune, in modo da assicurare con trasparenza l’ammissione a tutti i soggetti interessati a svolgere attività culturali e legate all’impegno civile, al fine di evitare discrezionalità nell’uso di uno spazio cittadino nel centro storico, anche vista la carenza di luoghi adibiti alla vita civica della città".

L’assessore alla Cultura Leonardo Varasano ha spiegato che il contratto con il nuovo gestore dell’Auditorium è stato stipulato lo scorso 23 febbraio. Rispetto al secondo quesito, l’assessore ha precisato che l’avviso non ha previsto un requisito soggettivo in ordine alle capacità musicali del futuro gestore, quanto l’impegno a organizzare un minimo di eventi di musica barocca, in conformità al contratto di locazione passiva trentennale tra la proprietà - la Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri - e il Comune, in base al quale il Comune stesso ha la disponibilità dell’auditorium, e nel rispetto della destinazione d’uso originaria dell’auditorium stesso.

"Non vi è, peraltro, nessun vincolo escludente - ha precisato ancora Varasano - in ordine alla possibilità per il soggetto gestore di organizzare qualsivoglia, ulteriore evento di orientamento musicale diverso, nel rispetto della normativa in materia di contratti pubblici".

Con riferimento alla richiesta di quale sia il principio in base al quale da una parte l’Amministrazione Comunale richiede un canone di locazione, e dall’altra la copertura di tale importo nei fatti viene assicurata attraverso il pagamento dell’uso per 40 date all’anno, Varasano ha quindi spiegato che il canone previsto in capo al gestore è pari a un importo minimo di 6.682,72 euro, che corrisponde al canone che il Comune, quale conduttore, deve versare al proprietario dell’immobile. Il numero delle giornate da riconoscere al Comune per l’utilizzo della struttura in realtà è di 30 e non di 40 perché 10 devono essere riservate, per espressa previsione del contratto di locazione, alla proprietà. In ogni caso, la copertura del canone di concessione non viene affatto assicurata dal pagamento dell’uso dei 30 giorni all’anno, né vi può essere correlazione tra gli importi.

Infine, l’assessore ha spiegato che la possibilità di utilizzo dell’auditorium viene concessa a discrezione dell’assessorato alla Cultura, nella più completa trasparenza di assegnazione e possibilità, per tutti gli interessati, di avvalersi della struttura, a condizione che vi sia un formale e dettagliato progetto di fruizione.

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