Domenica, 19 Settembre 2021
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Palazzo Della Penna, presentato ufficialmente il floreale omaggio a Dottori degli Infioratori di San Francesco

L'opera è visibile nella Sala Antica Strada Romana. Accessibile da via Vibi, a ingresso libero

Palazzo Della Penna. Presentato ufficialmente il floreale omaggio a Dottori. Nella Sala Antica Strada Romana. Accessibile da via Vibi, a ingresso libero.

Ne avevamo fornito in anteprima notizia e immagine (Gli infioratori di San Martino in Colle hanno preparato "Dinamismo floreale per ripartire", uno speciale omaggio a Gerardo Dottori). Ora, il “dinamismo floreale per ripartire” è una solida realtà, a disposizione del pubblico. Un formato di 200 x 200 centimetri, ossia una superficie di 4 metri quadri, da ammirare centimetro per centimetro. Quei fiori essiccati e triturati raccontano una storia, non solo dottoriana, ma universale.

Ci hanno lavorato, come gruppo infioratori di San Martino in Colle: Katia Forti, Nadia Mazzasette, Franca Bistarelli, Valiero Pierini, Sarita Pierini, Hellen Capellan Pelaez, Catia Mattioni, Gabriella Bazzica, Claudio Pochini, Remo Trequattrini, Rudy Trapassi, Nicoletta Trequattrini, Tamara Pierini, Giuseppe Tomassini, Anna Maria Cavallucci Cavallacci.

L’Assessore Leonardo Varasano parla con commozione di questa sinergia che cominciò l’anno scorso con l’omaggio a Raffaello, sub specie della Deposizione Baglioni (Il Gruppo Infioratori San Francesco di San Martino in Colle omaggia il Genio rinascimentale di Raffaello) e sottolinea che c’è stato un ieri, esiste un oggi e si prepara un domani. “Per l’anno prossimo ho già in mente qualche idea. Ne parlerò con l’architetto Rudy Trapassi, coordinatore del gruppo degli infioratori di San Francesco”, anticipa.

I temi sacri non sono nuovi. Ricordo il prodotto del 2019, di cui parlammo su queste colonne (Infioratori San Francesco, non solo Madonna del Cardeto, ma anche Perugia e Madonna delle Grazie per il Corpus Domini). Avevo conosciuto Rudy a casa del comune amico, il pittore Stefano Chiacchella, e ne apprezzai subito le doti artistiche e umane.

L’anno venturo, si tratterà ancora, verosimilmente, di un tema a carattere religioso. Perché è da sapere che, dalla raccolta a tutte le fasi della realizzazione (una storia lunga un anno), gli infioratori operano anche come gruppo di preghiera, essendo illuminati dalla fede e condividendo persuasi valori cristiani. Anzi, chiamano Franca, responsabile di raccolta ed essiccazione delle oltre cento essenze, la nostra “pretessa”, anticipando il sacerdozio femminile che il Vaticano vede ancora come il fumo agli occhi.

Circostanza casuale, il fatto che il Cristo di Dottori si trovi proprio dall’altro versante della parete dell’ambiente che ospita il certosino lavoro degli infioratori.

Un filmato in loop racconta le fasi del lavoro. E Varasano sottolinea come questo omaggio abbia connotati trivalenti. “Un omaggio – dice – al Museo Civico, a Gerardo Dottori e alla Città”. Così come è almeno trimorfo il luogo che ospita il lavoro, nelle viscere del palazzo che ha conosciuto, e testimonia, stratificazioni romane, medievali e rinascimentali.

L’opera resterà in mostra per tutto il mese di agosto, per consentire a quanti lo desiderino di visionare questo capolavoro che unisce arte, fede, natura, socialità. Perché l’arte e la cultura sono gratis. E ci aiutano a riflettere sul senso della vita.

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