Giovedì, 24 Giugno 2021
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INVIATO CITTADINO Art Bonus, tornato al suo posto un celebre dipinto Settecentesco

Quel pregevole dipinto settecentesco è tornato nella nicchia sopra il civico 10 di via Oberdan, dove stava da quasi due secoli e mezzo

Quel pregevole dipinto settecentesco è tornato nella nicchia sopra il civico 10 di via Oberdan, dove stava da quasi due secoli e mezzo. L’opera è ospitata in un incavo a tempietto con due colonne laterali scanalate e capitello floreale a ricciolo. Il restauro è stato effettuato coi fondi dell’Art Bonus, da parte di Paolo Biscarini, per conto del Comune di Perugia. 

Prosegue così la marcia trionfale della formula che grande successo ha riscontrato fra i perugini, tanto da porre la città del Grifo ai primi posti della graduatoria nazionale per conferimento di contributi volontari da parte dei cittadini. Un’ulteriore prova di attaccamento dei perugini alle proprie risorse artistiche, storiche e identitarie. Radici ancor più significative quando uniscono mecenatismo e pietà popolare.

Afferma Paolo Biscarini: “Si tratta di un dipinto a olio su tavola della fine del Settecento: per l’esattezza, del 10 luglio 1790. Lo si desume da una scritta vergata sul retro”. 

Aggiunge il noto restauratore: “Il lavoro è stato eseguito da Vincenzo Monotti, allievo dell’Appiani (celebre pittore e decoratore che ha lasciato opere in numerose chiese e oratori perugini, come quello di S. Antonio abate in corso Bersaglieri, ndr)”.

Ulteriore informazione: “Il dipinto, commissionato da Sebastiano Maneschi, rappresenta la Vergine incoronata da Dio Padre, dal Cristo e dal Santo Spirito”.

L’informazione assume una precisa utilità in quanto, fino a prima del restauro, l’opera non era visibile da tempo, a causa di un vetro talmente sudicio da risultare impenetrabile alla vista. Bene ha fatto, dunque, il Comune di Perugia a scegliere di utilizzare fondi dell’Art Bonus per un’opera di sicuro interesse.

Grazie per le utili e amichevoli indicazioni al critico assisiate Elvio Lunghi, docente a palazzo Gallenga, la cui consorte Christiane Zschiesche è stata peraltro in collaborazione con Biscarini. L’abbiamo vista sul trabattello, preparare il supporto murario sul quale l’opera è stata ricollocata.

Naturalmente, è stata sistemata la cornice che include il vetro per rendere tutto visibile e apprezzabile. Sebbene, allo stato attuale, la visione dell’opera sia oscurata da un drappo. L’assessore Leonardo Varasano ci comunica che la cerimonia della scopertura è inserita fra le iniziative del prossimo XX Giugno.

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