Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Perugia, il pozzo del Castellano torna al suo splendore: i mecenati sono due sposi

In occasione del loro matrimonio Sabrina e Demetrio hanno scelto di contribuire a valorizzare la città, usufruendo del credito d’imposta previsto dall'Art Bonus per finanziare il restauro

Il pozzo del Castellano è tornato al suo originario splendore grazie a Sabrina e Demetrio e all'Art Bonus. La generosità dei due sposi infatti, che in occasione del loro matrimonio hanno scelto di contribuire a valorizzare la città di Perugia usufruendo del credito d’imposta previsto dal bonus per finanziare l’intervento, ha permesso di restarurare questo 'gioiello' nell’area di Borgo Bello, all’intersezione tra corso Cavour e via del Castellano.

Che cos'è Art Bonus

IL RESTAURO - In particolare, l’intervento - come hanno spiegato nella mattina di oggi (sabato 27 marzo) nel corso dell'inaugurazione il direttore lavori Stefano Barcaccia e il rappresentante della Coo.Be.C. Cooperativa beni Culturali Soc. Coop di Spoleto, Bernardino Sperandio - è consistito nella ripulitura delle componenti in travertino e in pietra calcarea del pozzo, caratterizzate dall’annerimento tipico da polveri e smog, nella stuccatura delle fessurazioni causate dall’esposizione agli agenti atmosferici, quindi nel restauro di un riquadro in travertino mancante e nella complessiva disinfezione del manufatto per evitare il riformarsi di eventuali patine biologiche. Alcune parti sono state quindi consolidate, in considerazione del fatto che aggiunte e modificazioni, apportate nel tempo alle varie parti del pozzo, avevano fatto perdere stabilità alla struttura. Infine, si è proceduto anche alla riqualificazione della pavimentazione circostante il pozzo.

LA STORIA - Risalente all’epoca medievale, il pozzo è composto da otto riquadri, sei in travertino e due in pietra calcarea, uno dei quali ornato con un bassorilievo raffigurante il Grifo perugino. Ad esso è addossata una colonna, anch’essa ottagonale, con capitello corinzio sbozzato. Come ha spiegato Padre Alberto Viganò, amministratore e responsabile Cultura dell’adiacente convento di San Domenico, il pozzo fu costruito insieme a quello situato nella vicina piazza Giordano Bruno e a quello del chiostro della basilica grazie al contributo del Maestro generale dell’Ordine Domenicano, appartenente alla ricca famiglia perugina dei Mansueti, nella seconda metà del 400. Se i primi due pozzi servivano rispettivamente per la città e per i frati, quello di via del Castellano era, inizialmente, utilizzato dai frati per lavare i panni nel lavatoio situato accanto al pozzo stesso. In un secondo momento, nel 1600, quando l’area si allargò in conseguenza della costruzione delle case del Borgo San Domenico, il pozzo cominciò a essere usato anche dai cittadini.

I MECENATI - Nel corso dell’inaugurazione è stata espressa soddisfazione per l’intervento da parte dei mecenati che, appassionati del centro storico, hanno voluto coinvolgere nell’iniziativa anche i figli Emma e Pierpaolo, trasmettendo anche a loro l’amore per la città e le sue ricchezze. Soddisfatta anche l’amministrazione comunale, presente con il sindaco Andrea Romizi, l’assessore Otello Numerini e la consigliera delegata per l’Art Bonus Fotinì Giustozzi. Il sindaco, nel ringraziare i mecenati e i tecnici, ha ricordato la volontà dell’amministrazione di recuperare l’intera area, dove peraltro è in corso anche l’intervento di restauro dell’Arco di Duccio e dove, a breve, partiranno anche altri interventi, tra cui anche quello, già previsto a bilancio, della manutenzione del manto stradale.

IL SINDACO - Romizi ha anche ricordato il progetto ideato con l’Università per la realizzazione del distretto della Cultura e della Scienza in centro storico, che coinvolgerà anche l’area di Borgo Bello e ha concluso rendendo noto che “molti altri cittadini stanno continuando, anche in questo momento di difficoltà, a contribuire ad Art Bonus, offrendo oltre ad una concreta opportunità di migliorare la città, una significativa occasione di speranza per il futuro”. L’assessore Numerini, dal canto suo, ha spiegato che l’intervento di restauro è stato interamente finanziato grazie ad Art Bonus, del quale il bene è entrato a far parte nel 2016, per un importo complessivo di 16mila euro. 

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