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La storia di Perugia senza più segreti: il preziosissimo archivio di Carlo Ciangottini

Quell’archivio privato, che diventa di tutti, è un bene incomparabile per la storia della Vetusta

Quell’archivio privato, che diventa di tutti, è un bene incomparabile per la storia della Vetusta. All’Archivio di Stato si fa il punto sulla catalogazione dell’archivio del grande Carlo Ciangottini: dono che la famiglia ha inteso fare a Perugia, interpretando alla perfezione la volontà del loro caro. Che, già ammalato, aveva chiesto alla bibliotecaria Serena Innamorati (che per anni fu sua vice alla Società di Mutuo Soccorso): “Cocca, pènsece tu!”.

E Serena ci ha tanto pensato da dare gambe al progetto, trasportando addirittura gli scatoloni contenenti ben 140 pezzi, oggi nelle mani della giovane, ed espertissima, Claudia Ambrosio che sta catalogando quei reperti: rilievi, progetti, disegni, mappe, planimetrie della Rocca Paolina e dei principali palazzi antichi di Perugia, fotografie di cantieri che hanno punteggiato la storia e l’urbanistica perugina del secolo breve.

Un archivio “tecnico” che fa il tris con quello di Ottorino Gurrieri (per la parte storico-artistica) e con quello della Azienda provinciale del Turismo (per i finanziamenti), dei quali l’Ambrosio si è già occupata, intessendo una rete di interessanti raccordi e sinergiche relazioni. Dentro l’operazione stanno l’Archivio di Stato (presidente Luigi Rambotti), l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, rappresentata dal conservatore Giovanni Manuali (Ciangottini fu Accademico di merito e del nonno Eugenio si conservano in Aba opere e disegni), il Comune di Perugia (Carlo fu iscritto all’Albo d’Oro), la Società Operaia (Serena Innamorati), l’Associazione Porta Eburnea (con Giancarlo Barboni), il Collegio dei Geometri (Enzo Tonzani), l’esperto esterno: archeologo Paolo Camerieri.

Dell’opera di Ciangottini si evidenzia, fra l’altro, la complessa e pluriennale operazione di svuotamento e riutilizzo della Rocca Paolina. Ma anche il recupero del Pozzo Etrusco, la sistemazione di piazza Cavallotti e tanto altro. Personalmente ricordo con ammirazione quando, alla ricerca della prima pietra del Policlinico di Monteluce, il “geometra” consigliò orgogliosamente dove scavare: e la pietra venne fuori. La schedatura analitica intanto procede, per giungere a un database online, prima che alla digitalizzazione di tutti i documenti. Ciangottini lasciò le cose in ordine, su contenitori divisi per argomento e cronologicamente ordinati: è stato l’ultimo regalo fatto alla città che sempre e intensamente sentì come propria.

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