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Martedì, 5 Luglio 2022
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INVIATO CITTADINO Archeofestival al Frontone. Nicolò Bongiorno presenta il suo “Song of Water Spirits”

Film in concorso. Bongiorno intervistato da Piero Pruneti, direttore della Rivista “Archeologia Viva”

Archeofestival al Frontone. Nicolò Bongiorno presenta il suo “Song of Water Spirits” in concorso e viene intervistato da Piero Pruneti, direttore della Rivista “Archeologia Viva”.

Si tratta di un film di 100 minuti sugli effetti della globalizzazione e del cambiamento climatico sui territori del Ladakh. Fenomeno rigorosamente documentato da un antropologo di vaglia. Attraverso interviste a personaggi reali e riprese di notevole efficacia.

Bongiorno non è nuovo al lavoro di carattere demo-etnografico. Precedenti discese negli abissi e ascese nelle cime. “Una passione – dice – ereditata da papà che era una persona molto vocata alla pratica sportiva”.

Dice: “Sto cercando un mio linguaggio. Mi ritengo un esploratore-ricercatore, intendo proporre un racconto scientifico emozionante, portando con me nel viaggio lo spettatore”.

“Nella mia narrazione c’è introspezione e autobiografia, amo fare da ponte con culture lontane, cerco sempre il contatto con la natura”, aggiunge.

Quale il prossimo passo dell’annunciata trilogia?

“Dopo gli abissi marini e le cime innevate, sarà la volta del deserto”.

Quanto tempo occorre per la realizzazione di un tuo lavoro?

“Non meno di 3-4 anni, con ripetuti sopralluoghi, andate e ritorni, allo scopo di stabilire rapporti di conoscenza e reciproca fiducia”.

Con questo lavoro ci si arricchisce?

“Di esperienze, sensazioni, cultura… di sicuro. Non certamente in termini economici. Dato che queste produzioni indipendenti non girano nei circuiti della distribuzione. E non passano neanche in televisione”.

Quali i momenti più emozionanti delle riprese?

“I giorni passati sul ghiacciaio, in un contesto selvaggio, sebbene in degrado. Il confronto con foto scattate nel secolo scorso, ma anche una decina di anni fa, documenta un problema che sta creando preoccupazioni”.

Dopo l’intervista con Pruneti, la proiezione. Suggestiva, interessante.

Qualche perplessità. 1. È corretto riferire ai soli rallies (in moto e in auto) la causa di tanto degrado?

2. Ci si chiede quale sia il nesso fra questo interessante docufilm naturalistico e l’archeologia.

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