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Apprensione delle famiglie sulla possibile chiusura di tutte le scuole: "Si valuti in maniera chirurgica caso per caso"

I genitori di varie associazioni implorano che le conseguenze della pandemia non ricadano nuovamente sulle spalle dei bambini e dei ragazzi, già fortemente provati dallo stravolgimento della vita relazionale e sociale

C'è preoccupazione tra i genitori delle scuole secondarie e ora anche primarie (finora mai toccate dalle chiusure forzate nel corso di questo anno scolastico), riuniti sotto le varie associazioni Age, ANFN, Articolo 26 e Generazione Famiglia.

L'apprensione nasce a seguito della lettera inviata dalla Presidente Tesei ai sindaci di ventinove comuni umbri circa la situazione epidemiologica in Umbria, in cui si rileva che i dati Covid di questi territori appaiono preoccupanti. Fra le opzioni che la Regione ha individuato per contenere questa complicata situazione, c’è infatti quella di valutare Comune per Comune “l’inibizione delle attività didattiche in presenza per le scuole primarie e secondarie di I e II grado, attraverso l’adozione di specifiche e temporanee ordinanze“.

"Purtroppo - rilevano le associazioni in una nota - la pandemia non riguarda più solo l’aspetto sanitario ma è diventata una malattia del sistema economico, di quello sociale, ha cambiato i nostri stili di vita e le nostre relazioni. I giovani, in particolare, sono stati investiti da uno stravolgimento della loro quotidianità, in una fase molto delicata della loro vita. La chiusura delle scuole, spazi di socialità per eccellenza, luoghi di vita, di partecipazione, di dialogo crea instabilità, senso di vuoto, spaesamento, ulteriore affievolimento dei legami amicali e affettivi, e perfino danni alla sfera psicologica nei ragazzi più fragili (come dimostrato dall’aumento degli atti di autolesionismo). Crediamo che, come adulti, siamo chiamati a farci carico di questi problemi e che continuare a scaricare la responsabilità di uscire da questo guado soltanto sui ragazzi non sia giusto, per questo occorre passare dall’emergenza alla convivenza con la pandemia, scegliendo di non fare una chiusura incondizionata di tutte le scuole, bensì chiusure chirurgiche, scuola per scuola".

Quanto chiedono a voce unanime le famiglie è dunque che si valutino con più attenzione, nello stesso comune, le situazioni delle singole scuole, onde evitare la chiusura di tutte, in maniera incondizionata.

"Comprendiamo quanto questa nostra richiesta possa essere di complicata attuazione per i sindaci, che ringraziamo per i grandi sforzi che hanno già fatto e che faranno, ma più forte ci sembra la responsabilità che abbiamo come comunità educante, in uno dei momenti più bui della nostra storia recente, e per questo non possiamo esimerci dal tenere fede a questo compito".

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