Martedì, 23 Luglio 2024
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Fipac Confesercenti Umbria chiede maggiore attenzione alle esigenze e ai problemi dei pensionati

Le richieste: "Contingentare certe spese superflue e incentivare le risorse per l’assistenza attraverso i servizi sociali"

Fipac Confesercenti Umbria chiede maggiore attenzione alle esigenze e ai problemi dei pensionati.

“La situazione che stiamo vivendo ormai da tempo e che vede un costante incremento dei costi di varia natura che devono sopportare i cittadini e i pensionati in particolare, impone - precisa Pier Francesco Quaglietti, coordinatore regionale FIPAC Confesercenti - un’attenta riflessione a tutte le istituzioni umbre. In un momento particolarmente difficile è opportuno contingentare certe spese superflue e incentivare le risorse per l’assistenza attraverso i servizi sociali”.

Oggi in Umbria i pensionati “sono circa 133mila da lavoro dipendente e 95mila autonomi. Questi ultimi ricevono mediamente un assegno inferiore agli 850 euro al mese. Ma c’è anche chi è sotto tale soglia, costretto a vivere con le pensioni minime, che con l’aumento sono arrivate a circa 540 euro - aggiunge Pier Francesco Quaglietti - Questo non si può accettare e il problema è stato già incluso in uno dei punti che insieme al presidente Confesercenti Umbria,Giuliano Granocchia, e al coordinatore di Terni, Sergio Giardinieri,è stato inserito nel documento FIPAC Umbria che verrà sottoposto ai vari rappresentanti istituzionali umbri a qualsiasi livello”.

Non dimentichiamo nemmeno i pensionati con i redditi più bassi, e qui, prosegue il coordinatore FIPAC Confesercenti Umbria, “sollecitiamo la Regione affinché preveda una fascia di esenzione delle addizionali regionali. Perché non consentire tra l’altro la detrazione totale dello stipendio delle badanti o delle colf,aiutando così gli anziani che in questo momento soffrono per mancanza di liquidità nel far fronte al costo della vita?”.

“Servono insomma - conclude Pier Francesco Quaglietti - maggiore attenzione ad ogni livello per i nostri anziani e l’intero mondo della non autosufficienza, perché non si crei quell’emarginazione anche di chi per motivi vari e gravi non può più uscire dalla propria abitazione e soffre fisicamente e moralmente”.

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