Anno Accademico Unipg, la missione compiuta del Rettore Moriconi dopo sei anni di governo. "Ora possiamo ritornare a volare..."

Applausi e commozione per la sua ultima relazione. E incassa gli elogi del Ministro dell'Università e Ricerca: "Perugia punto di riferimento internazionale". Moriconi ai futuri candidati ribadisce che l'Unipg deve essere libera e il tempo dei Rettori Padroni è finito

"Il tanto lavoro svolto in questi anni ha riportato la nostra Università nelle condizioni di gareggiare degnamente con i migliori Atenei italiani": con orgoglio, forte dei dati raccolti, consapevole di aver fatto fuori diverse consorterie, il Rettore Franco Moriconi - il "fascista" per i denigratori - si avvia a chiudere la sua esperienza di sei anni con la cosapevolezza di aver portato a casa una missione non facile: aver rilanciato il nome dell'Ateneo perugino, aver recuperato iscritti (i numeri degli anni '90 sono impensabili ad oggi) e aver dato molto in fatto di servizi, aule studio, alloggi e trasparenza ai propri iscritti. Ha stabilizzato tutti gli storici precari rendendo più solida e motivata la macchina universitaria.

Si poteva fare di più e meglio. Lui stesso lo ha amesso nella sua ultima relazione all'anno accademico: "Alla fine di un percorso come questo, con l'ingrato ‘senno del poi’ che ognuno di noi cova dentro di sé, viene alla mente anche ciò che si sarebbe voluto fare, e che non si è riusciti a portare a termine o che si è compiuto in maniera diversa da quanto ci si era proposti". Essere Rettore vuol dire scendere anche a compromessi, trovare una soluzione che unisce. "Abbiamo mostrato di quanta potenzialità siamo dotati, di quante energie e risorse siamo in grado di disporre, se lavoriamo insieme, secondo una prospettiva ampia e comune, se sappiamo mettere da parte le ansie ‘da solisti’ e agire invece come una grande orchestra. In questo senso sono contento dell'Università che lascio, perché so che abbiamo ricostruito un'istituzione che, se ben guidata, è in grado non solo di correre, ma, oso credere, di volare”.

Il peggio dunque è passato, ora si può navigare a vele spiegate e recuperare il tempo perduto. Moriconi lascia e si prende un posto importante nella storia di un'Ateneo vanto di un piccolo popolo come quello umbro che comunque da 711 anni produce cultura, ricerca, bellezza e goliardia da esportare e condividere con tutto il mondo. Un riconoscimento importante a Perugia e alla sua Università arriva direttamente anche anche dal Ministro dell'Università e Ricerca, Marco Bussetti: "L'Università degli Studi di Perugia rappresenta un punto di riferimento nazionale e internazionale, come dimostrano l’efficienza organizzativa, la crescita degli iscritti, la sinergia capillare con il territorio, la qualità della sua ricerca scientifica e la forte spinta strategica verso l’internazionalizzazione".

Il Rettore nella sua relazione cerca anche di scrivere le linee guida per una campagna elettorale serena e di confronto - non come l'ultima volta - e soprattutto manda un doppio messaggio:il primo, l'era dei Rettore Padroni è finita e guai a tornare indietro: secondo messaggio; c'è biosogno di un progetto nuovo, di aria fresca. "Auspico sinceramente - ha affermato - che la campagna elettorale sia serena, concentrata sulle vere questioni del contendere, vale a dire il futuro dell'Università e con esso la crescita del territorio, e che stia lontano dal clima rovente, da “ultima spiaggia”, toccato purtroppo in quella precedente. Le elezioni sono un'occasione per confrontarsi insieme sulle prospettive future dell'Ateneo, ma anche un momento che misura il nostro grado di saper essere istituzione sana, democratica, solida, eticamente elevata. Chi si avvicinasse con atteggiamento padronale all'Ateneo segnerebbe sicuramente un danno profondo. Auspico una università libera, consapevole del proprio valore e indipendente, ma capace di dialogare con tutti, enti pubblici e privati, che cerchino il bene comune, che vogliano la crescita dell'intera istituzione e del territorio".

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