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Angolo del Dònca- Quel santo inventato che è un invito a sbrigarsi

Si tratta di Sant'Alò per dire "Fa' in fretta"

"Fece come Sant'Alò che prima morse poi s'ammalò"

Uno dei santi perugini inventati corrisponde a un invito, a un’espressione esortativa (neanche troppo garbata). Rivolgendosi a chi si dilunga su qualcosa di inutile, a una persona lenta, irresoluta, si dice ALÒ, per invitarla a sbrigarsi. In italiano, esistono forme desuete come “orsù” che nessuno si sognerebbe oggi di usare, e sinonimi correnti come “forza, coraggio, fa’ alla svelta!”.

Insomma: l’espressione perugina significa “sbrìgati, spìcciati!”.

Da qui a inventarsi un santo il passo è stato breve. Solo che (per la logica del contrappasso per opposizione) Sant’Alò è il protettore di quelli che vanno addirittura ‘troppo’ di corsa, anticipando i tempi e addirittura invertendoli.

Il concetto è reso con spirito ironico nella vignetta (di Marco Vergoni) riportata in pagina in cui si vede una persona che è così rapida da mettersi nella cassa da morto facendosi una trasfusione o comunque una flebo.

La sapienza popolare perugina ha coniato una battuta che recita “fece come Sant’Alò, che prima morse e pu s amalò”. Ossia: il santo è morto ancora prima di ammalarsi. C’è di che sorridere.

Esiste anche un secondo significato che esprime meraviglia (“accidenti!”), come quando si osserva una cosa straordinaria, ad esempio nella frase “avó/alò/alé che cucca!”, commentando un grave incidente con lamiere di vetture accartocciate.

L’espressione riveste pure un significato dimostrativo, come quando si fa vedere una cosa attesa o alla quale l’interlocutore non credeva. Un oggetto raro di cui si è in possesso, viene mostrato con la battuta: “Alò, mira tuquì” (“Ecco, guarda qui!”).

Quando s’invita qualcuno a sbrigarsi e si mostra impazienza, si usa la forma con epitesi della “e”, “Alòe”, per dire “fa’ presto!”.

Resti fra noi, e sia detto senza vanteria, ma credo di aver individuato una possibile origine del termine: a mio avviso, si tratta di un gallicismo, corruzione dell’esortativo ALLONS! (“andiamo!”), usato come grido d’incoraggiamento (si pensi all’inno nazionale francese “La Marsigliese”).

Nota di cultura, tratta dal mio libro “… e lascia sta i santi”. Probabilmente Sant’Alò è una deformazione del nome di Sant’Eligio, festeggiato il 25 giugno. In varie regioni italiane esistono chiese e feste dedicato al Santo. Ricordate il frate “milanista”, amico di Rivera, quel “padre Eligio” soprannominato “Peligio”?

Ma l’invenzione di Sant’Alò è decisa espressione della tipica antropologia perugina, spesso condita di umorismo e impazienza. Amici del Dónca, arrivederci a domenica prossima, quando tratteremo di  Santa Pupa.

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