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Andrea Loreni, il funambolo dell'impresa perugina si racconta e spiega la sua "filosofia"

Altro che funambolo! Andrea è un filosofo, un maître à penser, un mistico. Ne ha data prova provata con la sua presenza al convegno ConsapeWALmente, al cinema Meliès

Andrea Loreni a Perugia spiega la sua filosofia e non esclude un possibile ritorno.

Altro che funambolo! Andrea è un filosofo, un maître à penser, un mistico. Ne ha data prova provata con la sua presenza al convegno ConsapeWALmente, al cinema Meliès, dove è anche stato proiettato il docufilm “Any step is a place to practice”: un capolavoro per contenuti e qualità di riprese, plot e sonorizzazione. Peccato per chi non l’ha visto. Ma L’inviato Cittadino si adopererà per una riproposizione, a ingresso libero.  E sollecita fin d’ora quanti (Leonardo Varasano e Andrea Romizi in primis) sono in grado di decidere.

Andrea non è solo “uno che cammina sul filo”, ma una persona intrisa di valori spirituali e di persuasa umanità, aperta alle culture, spalancata al mondo.

Battute come  “Tu sei il cielo e il pensiero è nuvole” hanno l’alone della poesia pura. E la conversazione verte, appunto, sul pensiero.

Quando sei sul cavo, pensi?

“Non si può non pensare, ma il corpo può non ascoltare il pensiero. Occorre andare alla ricerca di momenti di perfezione. L’instabilità viene dal di dentro. L’importante è avere momenti senza pensiero, almeno per quei fatidici tre minuti”.

Cosa ti ha dato l’esperienza zen?

“Stare seduti 14 ore è stancante per collo, spalle, braccia. Ma il Maestro, alle mie obiezioni, ha risposto che occorre abituarsi. Fare di necessità virtù è un’esigenza ricorrente anche nella vita di tutti i giorni”.

Ti ritieni un eroe?

“Neanche per idea. Bisogna abituarsi alla paura. Non si deve avere paura della paura”.

È un tuo principio?

“L’ho fatto mio dall’insegnamento di un Maestro zen. In punto di morte gli chiesero se avesse paura. Rispose che non aveva paura di avere paura… di inoltrarsi in un cammino denso di mistero”.

Quale insegnamento trarne?

“Essere sempre gentile, anche con la Morte, anche con chi ci offende e ci fa del male”

Una morte, francescanamente, “sorella”?

“Le grandi religioni hanno molto in comune”.

La bellezza ci salverà?

“La bellezza di un ciliegio in fiore ci aiuta a dimenticare noi stessi, ad allontanarci dall’abisso della paura della morte, che è solo un momento della vita. Forse ‘il’ fine, non ‘la’ fine”.

Come reagisce quel cavo al tuo movimento?

“Occorre solo gestire i momenti di disequilibrio, ricercando, e riconoscendosi, creatura nell’armonia del tutto”.

Quale il rapporto tra corpo e spirito?

“Il corpo è la ‘succursale del presente’: un semplice esserci qui e ora. Tutto il resto è spirito”.

Insomma, sul cavo non pensi a te stesso né al mondo sensibile?

“Mi attengo al principio per cui ‘sono ciò che faccio’. Tutto il resto viene da sé”

Tornerai quest’anno a Perugia per il terzo anno, magari per stabilire un record?

“Non c’è nulla di preciso… ma tutto può accadere”.

Ciao, Andrea. Perugia ti aspetta. E non solo per vederti sul cavo, ma per interloquire con te, coi giovani, coi ragazzi delle scuole. Con quanti, insomma, cercano di andar oltre.

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