Lunedì, 18 Ottobre 2021
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INVIATO CITTADINO Andrea Gobbi, restauratore perugino, in azione in un nuovo progetto di archeologia subacquea

L'intervista: “Il progetto si chiama Marzamemi II. Si tratta di uno scavo subacqueo, a Marzamemi, su un sito di una imbarcazione affondata sulle secche, forse durante una tempesta”

Andrea Gobbi, restauratore perugino, in action in un nuovo progetto di archeologia subacquea.

Andrea, di che si tratta?

“Il progetto si chiama

. Si tratta di uno scavo subacqueo, a Marzamemi, su un sito di una imbarcazione affondata sulle secche, forse durante una tempesta”.

Quale il prezioso carico?

“La nave trasportava una chiesa bizantina. Forse da costruire in nord Africa, secondo lo stile che Giustiniano voleva lo rappresentasse”.

Non è a prima volta che operi in zona, vero?

“Questa è la terza stagione che sono al Palmento Rudinì, sempre a Marzamemi, dove mi occupo di restaurare i reperti che arrivano dallo scavo subacqueo”.

A chi fa capo la responsabilità dello scavo?

“Lo scavo è condotto dall'università di Stanford con la quale collaboro”.

A che punto siete col lavoro?

“Siamo entrati nella fase di completa desalinizzazione di colonne, capitelli, ambone e tanti piccoli reperti”.

E successivamente?

“Il prossimo passo è costituito dal consolidamento dei reperti organici."

Fino a quando sarai impegnato in questa operazione?

“A grandi linee questo lavoro mi terrà imoegnato da qui sino a metà ottobre”.

Si tratta di un impegno massacrante, vero?

“Dopo 11 ore in laboratorio ora si va di computer. Lavoriamo senza tregua. E pensare che gli amici sono convinti che stia qui… in ferie”. 

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