Aldo Capitini, la tecnologia per salvare le opere del filosofo: digitalizzazione dell'archivio

Domani la ricorrenza dei 50 anni esatti dalla morte, avvenuta il 19 ottobre 1968

Alberto Apponi, Gianfranco Contini, Aldo Capitini, Walter Binni sul sagrato della cattedrale di San Lorenzo (databile al 1936)

Salvare dal degrado e dalla dispersione i documenti del filosofo nonviolento perugino Aldo Capitini. Assecondare studiosi e appassionati nella consultazione di un  archivio che vada oltre il cartaceo, deperibile per definizione. L’iniziativa è stata propiziata da Lanfranco Binni il cui padre, Walter, fu allievo e sodale del grande pensatore. Lanfranco è stato anima e motore delle celebrazioni legate alla ricorrenza del cinquantesimo anniversario dalla scomparsa di Capitini, che cade proprio nella giornata di domani (Aldo morì il 19 ottobre 1968).

Le iniziative si sono dipanate per tutto l’anno 2018 e, fra l’altro, hanno comportato la indifferibile ristampa delle opere capitiniane che non si trovavano più negli scaffali delle librerie. Operazione meritoria nella quale Lanfranco Binni ha speso energie, impegno e risorse economiche. Il convegno sulla digitalizzazione è stato preceduto dalla conferenza “Capitini online. Dalla carta al digitale”.

L’archivio Capitini è conservato presso l’Archivio di Stato di Perugia e la presentazione si è tenuta nella sala della biblioteca “Giovanni Cecchini” dello stesso Archivio. L’occasione è stata fornita dalla cosiddetta “Domenica di carta”, giornata promossa dal Mibac per valorizzare e far meglio conoscere l’ingente patrimonio documentario nazionale. Sono intervenuti: Anna Alberti, dell’Archivio di Stato di Perugia, Lanfranco Binni, del Fondo Walter Binni, Pier Maurizio Della Porta, vicedirettore dell’Archivio di Stato di Perugia, Alberto Stella, della Fondazione centro studi Aldo Capitini.

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In coda è stato possibile visitare un’esposizione di documenti e scritti autografi capitiniani. La digitalizzazione, oltre ad assicurare la tutela di una documentazione di grande rilevanza culturale, costituisce un’ulteriore opportunità per lo studio del pensiero e del lavoro di Aldo Capitini.

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