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Luci accese in casa a mezzogiorno, la protesta dei residenti per la "selva oscura" di via Pinturicchio

Cittadini in attesa degli interventi su quei lecci colossali si parano di fronte alle case che si affacciano su via della Pergola e via Pinturicchio, privandole di luce e aria

La selva oscura di Dante era forse… in via Pinturicchio. Continua la protesta dei residenti che tengono accesa la luce a mezzogiorno. Promesse “da marinaio”, si diceva un tempo, quando si mancava di parola. “Non se ne può più”, ha sbottato più volte il signor Domenico Rossi, che la gente di piazza Grimana chiama “il sindaco di via Pinturicchio”.

La protesta risiede nel fatto che, malgrado le promesse, quei lecci colossali si parano di fronte alle case che si affacciano su via della Pergola e via Pinturicchio, privandole di luce e aria.

“Era stata promessa una robusta potatura. Ma siamo ancora al ‘caro amico’, senza che si sia intervenuto”, la battuta di un residente.

In effetti, è nota la faccenda della siepe, progettata da Pietro Porcinai, mentre ormai – al posto delle siepette – ci sono piante d’alto fusto, frondose e fittissime, tanto da togliersi spazio e aria vicenda.

Delusione per chi conosca un minimo della storia del campetto da basket e della piazzetta intitolata a Ruggero Puletti mitico italianista della Stranieri.

La piazzetta è oggi un affollato parcheggio, confuso e conflittuale. Tranne il martedì, quando c’è mercatino con un banco di frutta e verdura, uno di libri usati e un terzo di intimo e mercerie.

“Spesso gli automobilisti litigano e arrivano a darsele di brutto. Tempo fa, uno sanguinante è stato portato a medicarsi alla vicina farmacia del Dottor Vitali”, racconta Rossi.

Gli amministratori hanno promesso di eliminare le macchine, riqualificare la zona, riportare i mitici colonnini liberty in travertino, rimettere le panchine ad uso e consumo degli ultimi residenti rimasti. I veri, unici “resistenti”.

Ma finora nulla è stato fatto. Anche la potatura delle piante sulla piaggia di San Fortunato, che impediscono la vista della cinta muraria etrusca di via Bartolo.

Ma soprattutto quelle che circondano parcheggio e campetto da basket, tenendo al buio quanti hanno affacci: dal cioccolataio ad angolo con via della Pergola agli abitanti dello stesso palazzo.

Insomma, nell’anniversario dantesco, c’è chi sostiene che la “selva oscura” in cui s’inoltrò il Poeta Vate fosse potrebbe essere stata proprio questa.

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