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Aeroporto, Massimo Rigucci, ingegnere esperto di volo e di trasportistica risponde alla Sase

In risposta al comunicato di autodifesa da parte della Sase, l’ironia di Massimo Rigucci, ingegnere esperto di volo e di trasportistica

In risposta al comunicato di autodifesa da parte della Sase, l’ironia di Massimo Rigucci, ingegnere esperto di volo e di trasportistica.

Il chiarimento Sase consisteva nel “ricordare di non avere la benché minima responsabilità su nessuno dei fatti in questione non esercitando alcun ruolo, né operativo né decisionale, al di fuori della fornitura dei necessari servizi aeroportuali e della veicolazione delle informazioni fornite ufficialmente dalle compagnie aeree”.

La comunicazione proseguiva esprimendo stupore per il fatto che “persino politici e rappresentanti di istituzioni, enti ed associazioni varie continuino a criticare aspramente l'operato di un aeroporto apprezzato invece fuori dai confini regionali per la qualità dei suoi servizi, per la sua funzionalità ed efficienza, per l'estetica ed il decoro e soprattutto per il suo bilancio in ordine”.

Commenta Rigucci: “Quindi la SASE in pratica "non risponde mai" quando i voli non ci sono, in quanto non fanno parte dell'offerta. E non risponde nemmeno quando i voli, che invece dovrebbero esserci, di fatto non ci sono, come in questi due casi”.

Aggiunge sarcastico: “Ci è chiaro il concetto che la Ryanair non la gestisce la SASE, come il fatto che i contratti per i voli per Malta e Londra non li hanno sottoscritti i passeggeri danneggiati, comprese le penali per la compagnia e i rimborsi per il danno subito”.

Conclusione. “Da tutto questo emerge comunque il fatto che quello umbro è uno scalo a "rischio" per chi prenota una vacanza oppure per chi ha un appuntamento di lavoro”.

Gli fa eco un interlocutore, che estende e rafforza la critica: “D'altronde, le destinazioni le decide il vettore... è come se prendi il taxi e la destinazione la decide il taxista. Quando non c'è un piano marketing del turismo credibile, comanda il fornitore”.

Interloquisce Rigucci: “Sono arrivato alla conclusione che, se a Sant'Egidio tornasse lo storico Aero Club di Perugia (ucciso anzitempo, senza un valido motivo, per colpa della politica politicante), almeno qualche cosa funzionerebbe: ad esempio il volo privato, la scuola di volo e l'aeromodellismo, per quanto mi riguarda”.

Conclusione amarissima e ironica. “La colpa non è la loro, della SASE, ma della stampa umbra che ne ha parlato!”.

Al lettore il giudizio nel metodo e nel merito. Autodifesa o autodafé?

Un altro interlocutore scrive: “Anche quest'anno, l'aeroporto di Perugia fallirà l'obiettivo che la SASE si diede nel 2014. I 500 mila passeggeri restano un miraggio per il quinto anno consecutivo, altri voli hanno creato problemi ai passeggeri invece di risolverli, continuiamo a dare un servizio agli Umbri per andare via anziché attrarre turismo. Eppure c'è chi è ottimista e sforna comunicati, a dir poco, esilaranti”.

Risponde Rigucci: “Questo obiettivo dell'aeroporto mi ricorda i 6 milioni di passeggeri all'anno del Minimetro”. Passeggeri come l’Araba Fenice… che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa! Ma la matematica – si dice – non è un’opinione.

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