"Che polverone l'affare dell’aereo di Bud Spencer abbandonato al San Francesco, mi chiamano anche dagli Stati Uniti" racconta Marcello Betti

Il manager di Assisi: "Questo aereo bimotore I-KIMM PA23 deve far gola parecchio"

Marcello Betti, ex pugile, oggi imprenditore edile

Questa faccenda dell’aereo abbandonato al San Francesco ha sollevato un polverone incredibile: mi chiamano da tutte le parti. Racconta Marcello Betti, sportivo e manager assisiate che ha fornito all’Inviato Cittadino le dritte per redigere il servizio sul tema dell’aereo appartenuto all’attore Bud Spencer.

Da dove le chiamate?

“Da tutta Italia, dall’Europa e perfino dagli Stati Uniti d’America”.

Come è possibile? È pensabile che negli USA leggano Perugia Today?

“Questo non so. So però che esistono appassionati di settore che hanno ramificazioni e collegamenti incredibili. Evidentemente qualcuno ha letto e riferito”.

Perché tutto questo interesse?

“Primo, perché Carlo Pedersoli (nome vero dell’attore) era conosciuto e apprezzato negli USA. È risaputo che, nel 1999, la rivista statunitense ‘Time’ pubblicò una classifica degli attori italiani più famosi del mondo e Bud Spencer occupava il primo posto. Dunque – prosegue – quell’aereo è visto come un ambìto trofeo da conservare e del cui possesso menare vanto”.

Chi altro ti ha cercato?

“Alcuni si sono definiti titolari di piccoli o grandi musei del volo. Evidentemente, questo aereo bimotore I-KIMM PA23 deve far gola parecchio. Si sa che per il collezionista è sempre più importante quello che non ha. Così mi spiego l’autentica voracità che caratterizza queste insistenti richieste”.

Altri aspiranti possessori?

“Collezionisti privati si sono offerti di acquistare e rimettere in efficienza il velivolo per utilizzarlo. Chiaramente, vedendo le foto pubblicate da PerugiaToday, devono aver intuito che i danni non sono poi così gravi e che renderlo ancora efficiente non è impresa vana”.

Tu cosa hai risposto?

“Posso limitarmi a fornire le coordinate per entrare in contatto con la società che lo possiede. Ma che lo ha abbandonato al suo destino sottostimandone il valore”.

Allora, abbandoniamo l’idea di potercelo tenere nel nostro territorio, secondo il tuo proposito originario e la tua lettera al sindaco di Foligno?

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“Niente affatto. Io faccio il tifo per Foligno e per l’Umbria. Temo però che i proprietari, date tutte queste manifestazioni interesse, non saranno più disposti alla cessione gratuita di un bene che si erano addirittura dimenticati. E che oggi, come per miracolo, è così valorizzato e conteso”.

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