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World Water Forum 2024, i frati di Assisi si 'smarcano': "Via il nostro logo: l'accesso all'acqua diritto umano essenziale"

Lettera ai promotori della candidatura italiana (la città di San Francesco ha dato la sua disponibilità) dopo l'appello dell'ex senatore Molinari, secondo cui a organizzare l'evento è "una lobby di aziende multinazionali"

Si accende la polemica intorno al World Water Forum del 2024 per il quale Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, ha lanciato a fine dicembre la candidatura italiana trovando la disponibilità dei sindaci di Assisi (Stefania Proietti) e Firenze (Dario Nardella).

Ma proprio dalla città di San Francesco si 'smarcano' i frati del Sacro Convento, il cui Custode generale Fra Marco Moroni ha scritto una lettera a Endro Martini, presidente del comitato promotore della candidatura italiana al World Water Forum 2024, chiedendogli il togliere “il logo, le firme e ogni menzione del Sacro convento, della Basilica di San Francesco in Assisi e della comunità dei Frati minori conventuali” da ogni “materiale informativo e promozionale, elettronico e cartaceo, della candidatura italiana al Forum mondiale dell’acqua”.

Nella lettera ("che è stata scritta dopo un ampio confronto con le diverse realtà - spiegano i frati -e in piena sintonia con la posizione del Comune di Assisi") il Custode del Sacro Convento ha anche sottolineato come sia necessario "tener presente che esprimendo tale sostegno, il Sacro Convento, non essendo una pubblica amministrazione, né un’impresa, né una piattaforma a carattere scientifico e non rappresentando tantomeno una corrente politica, si limita, sia dal punto di vista della realizzazione dell’evento che da quello della comunicazione, ad offrire il proprio contributo ideale e valoriale non organizzativo".

E ancora: "Chiediamo - continua fra Marco Moroni nella missiva - che si attui un confronto libero e aperto a tutte le istanze della società, ivi comprese quelle che si riconoscono nel Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e negli altri movimenti che nel mondo si battono per le stesse ragioni, e che abbia come obiettivo imprescindibile che l’acqua, in ogni parte del pianeta, sia a disposizione di tutti e non possa essere ritenuta bene privato o privatizzabile, come autorevolmente espresso da Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’: “l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani” (n. 30). Auspichiamo altresì un accordo globale vincolante sotto l’egida delle Nazioni Unite sull’acqua pubblica".

Un'iniziativa quella dei frati che arriva dopo l'appello di Emilio Molinari ("Scacci i mercanti dal tempio" è il titolo della lettera inviata a Papa Francesco) secondo cui a organizzare l'evento "è una lobby di aziende multinazionali dell’acqua”. L'ex senatore ed europarlamentare (come riporta Il Fatto Quotidiano) definisce "inaccettabile che i popoli e le istituzioni internazionali siano gli invitati di un organismo privato, che Paesi e città gareggino nell’offrirsi a chi dell’acqua fa profitto. Dovrebbe offrirsi Assisi, la città della marcia della Pace e questo ha per me un sapore blasfemo”.

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