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Venerdì, 3 Febbraio 2023
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INVIATO CITTADINO "La mia Accademia"

Intervista col Direttore Emidio De Albentiis, che traccia un bilancio del proprio mandato

“Ho avuto il privilegio di dirigere l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia per un periodo di circa quattro anni, concludendo interamente il primo mandato (2018-2021) e iniziando il secondo che, per la mia scelta di andare in pensione, è terminato col 1° novembre 2022”.

Quali le linee operative seguite in questo impegnativo ruolo, specie considerando l’operazione di statizzazione?

“Non è semplice ripercorrere le tante scelte, gli indirizzi didattici, le concrete situazioni affrontate – spesso con decisione e urgenza, viste le problematiche talvolta impreviste e sconosciute (si pensi al Covid-19) – le relazioni tra l’Accademia e le tante istituzioni culturali italiane ed estere, il processo di statizzazione, ormai finalmente in procinto di compiersi, il 1° gennaio 2023”.

Un’Istituzione di alta formazione, che radica nell’antico (1573), rappresentando storia e identità cittadine, richiede speciale attenzione alla didattica e ai docenti, vero?

“Fin dall’inizio del mandato ho impostato la mia azione sul deciso rafforzamento dell’armonia tra tutte le componenti. Uno degli strumenti tramite i quali ho cercato di conseguire tale obiettivo è stato l’assoluto rispetto della libertà didattica di ciascun docente. Nella decisa consapevolezza (per pluridecennale esperienza) del fatto che ogni docente riesce dare il meglio di sé quando viene a trovarsi in una situazione di concreto apprezzamento”.

I rapporti con le altre figure?

“Ho riservato questa mia ricerca di reciproca sintonia anche a tutte le altre componenti dell’Accademia, dal Presidente, avvocato Mario Rampini, ai Membri del C.d.A., al Direttore Amministrativo, avvocato Domenico Ferrera, con i quali si è instaurato un proficuo rapporto di collaborazione che credo abbia giovato a tutta l’Accademia. Lo stesso ho cercato di fare con tutto il personale di segreteria e con i coadiutori”.

E gli studenti?

“Sono la vera risorsa dell’Istituzione. Ci siamo trovati in perfetta armonia, tanto che gli studenti hanno spesso fatto ricorso a me, o direttamente o tramite i loro rappresentanti ufficiali, trovando ascolto e attenzione”.

Quali i problemi, e le soluzioni, legate alla pandemia?

“Una situazione ben diversa dall’ordinaria amministrazione si è presentata dal febbraio 2020, con l’irrompere della pandemia da Covid-19. Con decisioni rapide ed efficienti, condivise da tutta l’Istituzione, si è affrontata questa emergenza trovando la via per avviare, praticamente da zero, una didattica online. La soluzione ha anche consentito di salvaguardare non solo i livelli scientifico-culturali e artistico-formativi dell’Accademia, ma anche e soprattutto di fornire la possibilità di continuare il proprio corso di studi a chi si trovava anche a grandi distanze da Perugia, come ad esempio (anche se non soltanto) i numerosi studenti cinesi”.

Compresi esami e tesi?

“Certamente. Questo è valso anche per gli esami e soprattutto per le tesi di diploma nelle quali, forse addirittura anche attraverso l’inventiva favorita dalla nuova situazione didattica via internet, non sono affatto mancati risultati di grande pregio”.

Quali i maggiori risultati da rivendicare?

“La mia direzione ha inoltre assecondato iniziative di vario genere, da mostre a convegni, da concerti a cerimonie di varia natura, da rapporti con varie istituzioni formative a relazioni con musei e simili. Aspetti che hanno fatto significativamente convergere l’attenzione sull’Accademia, sia da parte della città di Perugia, sia da parte di istituzioni regionali e sovraregionali”.

Qualche esempio?

“Tra le iniziative recenti, il contributo davvero notevole fornito dall’Accademia al progetto internazionale “Find Your Greatness”, promosso dal Comune di Perugia in partenariato con altre città europee. La nostra città ha ideato un vero e proprio nuovo brand di se stessa, riassumibile (anche se non in toto), nella frase Perugian Etruscan Spirit”.

Qualcos’altro di notevole??

“Come non ricordare, tra i tanti esempi di tirocinio formativo (davvero essenziali per i nostri giovani), gli accordi con Eurochocolate o con la Fondazione Beverly Pepper di Todi o, ancora, con il Festival “Controvento”? I nostri studenti, inoltre, sono stati impegnati ogni anno in mostre e concorsi di notevole significato”.

Qualche esempio?

“Cito in modo assolutamente asistematico: i libri d’artista esposti nello splendido Palazzo Trinci di Foligno, il ciclo di mostre, in piena pandemia, “Episodi”, in uno spazio assai peculiare, come la Galleria UNU – Unonellunico di Todi. Tante, inoltre, le partecipazioni di qualità come, sempre a livello puramente indicativo, i concorsi per l’azienda Caffè River di Arezzo e per il manifesto dell’edizione 2022 della Sagra Musicale Umbra, in cui si sono distinti gli studenti di design o, com’è ormai tradizione dal 2016, il concorso per il Palio di “Perugia 1416”, vinto quest’anno da una studentessa di Pittura”.

A livello internazionale?

“Sul piano delle relazioni internazionali non va dimenticata, nonostante la pandemia, la prosecuzione, motivata e convinta, alle iniziative “Erasmus” con presenze di nostri studenti in Accademie europee e viceversa”.

Per l’innovazione?

“Il mio mandato è coinciso con l’ultima nata delle Scuole (cioè degli indirizzi di studio) dell’Accademia, Fashion Design, capace di attrarre molte nuove iscrizioni. Anche perché significativa nell’ambito di un territorio come il nostro, caratterizzato da questo particolare filone industriale. Il completamento del primo ciclo triennale di Fashion Design è coinciso, il 9 giugno scorso, con una apprezzata sfilata, ‘Fashion show. Per filo e per segno’”.

Circa la convegnistica?

“L’attività convegnistico-culturale è stata, fra l’altro, favorita da una pregevole tradizione e dall’esistenza di una casa editrice autonoma (ABA Press)”.

Avete realizzato pubblicazioni di rango, vero?

“Oltre al terzo volume della serie “L’Accademia riflette sulla sua storia”, si segnalano (in incompleta sintesi) una bella e approfondita mostra su Antonio Canova, tuttora in corso, e un prezioso libro sulle Maioliche di Monteluce, scritto con competenza e passione da Fedora Boco, nostra storica bibliotecaria”.

La situazione iscrizioni?

“Forse tutto questo (e certamente non solo la mia azione di direttore) può contribuire a spiegare il boom di iscritti che l’Accademia ha raggiunto: ben oltre 650, un numero mai toccato prima della fase 2018-2022. Sono certo di lasciare, a chi verrà dopo di me, un’Istituzione che potrà dare ancora moltissimo e alla cui vita, naturalmente in forme diverse, sarò felice di continuare a collaborare”.

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