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INVIATO CITTADINO 25 aprile, al Santa Maria della Misericordia il sacrario della memoria del partigiano Mario Grecchi

Una Stanza della Memoria che fa onore alla città

25 aprile 2021 in tono minore, causa pandemia. Ricordando Mario Grecchi... al Santa Maria della Misericordia, sacrario della memoria. Niente commemorazioni, ma nella Stanza della Memoria c’è quel cimelio che racconta la storia del partigiano Mario Grecchi.

In questo vano laterale della piazza, intitolata a Raffaello Silvestrini, s’incrocia la storia, di ieri e dell’altroieri, scritta sulla pietra.

In pietra rosa, la lastra puteale del pozzo (XIII secolo) col trigramma DME (Domus Misericordiae), un tempo murata sull’antico edificio degli orfani e delle balie, posto davanti all’ospedale di via Oberdan, antica via della Pesceria.

Da lì era stata portata al primo chiostro della cattedrale e rimossa nel 1984, per essere infine consegnata all’azienda ospedaliera.

Ora sta qui a segnare il filo di continuità che lega un’istituzione del Medioevo con una del terzo millennio.

Più recente la storia raccontata dalla lapide marmorea a Mario Grecchi, originariamente murata nella stanzetta dell’ospedale di Monteluce, dove il partigiano era stato tenuto in vita con trasfusioni, per essere fucilato (il 17 marzo 1944) al poligono di tiro in Corso Cavour. 

Con la demolizione dei padiglioni del vecchio Policlinico, si temeva fosse andata distrutta. Ce lo segnalò il peruginologo Vanni Capoccia, geloso custode delle memorie cittadine. La pietra giaceva invece nei magazzini, ben custodita. Ora, da qualche anno, è in mostra, adeguatamente restaurata, insieme a un cartello che ne spiega il senso.

La lapide, apposta originariamente a un anno di distanza dalla fucilazione, porta l’iscrizione: “In questa piccola stanza d’ospedale, Mario Grecchi, patriota diciassettenne, trascorse le ultime ore della sua vita, prima di cadere sotto il piombo tedesco cui un’infame condanna lo trasse, ancor avvolto di bende e già stremato di forze per le ferite riportate in aperto combattimento. Nel primo anniversario del sacrificio, perché eterna duri nel tempo memoria del giovanetto eroe. 13 marzo 1945”.

La storia è nota, nella sua crudeltà. Il ragazzo, appena diciassettenne, era al comando di una banda partigiana, operante nella zona dei monti di Bettona, Deruta, Collemaggio. Mario venne ferito a morte dai tedeschi, con 12 pallottole, nel corso di un’operazione militare. Fu tenuto in vita con trasfusioni di sangue, al solo scopo di eseguirne la fucilazione, avvenuta al poligono di tiro del Borgo XX Giugno, il 17 marzo 1944. Mario Grecchi è stato insignito della medaglia d’oro al valor militare.

La lapide di marmo serba memoria di questo episodio e della presenza di Mario Grecchi in quella stanza d’ospedale monteluciana.

Dunque, una Stanza della Memoria che fa onore alla città. Solo che i perugini ne avessero contezza. Per parte sua, l’Inviato Cittadino continua a segnalarla. Chi vuole andare a vederla, può farlo in qualsiasi momento. Gratis et amoris caus?.

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