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Mercoledì, 29 Maggio 2024
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PERUGINERIE 1523, non solo Perugino

L'anno segna, contestualmente, la morte del Divin Pittore e la nascita di Pompeo Pellini. Nessuno ne parla

Non solo Perugino. Il 1523 segna, contestualmente, la morte del Divin Pittore e la nascita dello storico “peruginissimo” Pompeo Pellini. Nessuno ne parla, ma le cose stanno proprio così. Dunque, un doppio anniversario da celebrare.

L’Inviato Cittadino se n’è accorto quando, su sollecitazione del Maestro Salvatore Silivestro, è andato alla ricerca di anniversari e ricorrenze di perugini illustri.

In altra sede e occasione avrò modo di tornare in tema (anche su queste colonne). Mi limiterò adesso a ricordare che Pompeo Pellini (cui è meritoriamente intestata una importante strada urbana), non è un perugino qualunque. Ma ebbe a svolgere ruoli di primo piano nella vita politica e culturale della Vetusta.

Pellini deve principalmente la propria fama alla pubblicazione postuma, nel 1664, della sua Historia di Perugia, monumentale opera di erudizione storiografica, elaborata nell’arco di un quarto di secolo, dal 1569 fino alla morte.

Da ricordare che, nel 1571-72, uscì a Venezia la sua traduzione in volgare delle Historie et vite dei condottieri perugini Braccio Fortebracci e Niccolò Piccinino, originariamente composte in latino da Giovanni Antonio Campano e Giovan Battista Poggio.

La sua Historia è documentalmente significativa. Infatti, nel maggio 1569 (come attesta una concessione, poi rinnovatagli dai Priori nel 1575), il Pellini aveva ottenuto l’autorizzazione a consultare privatamente le carte dell’archivio comunale al fine di redigere una [testuale] «Istoriam seu commentaria rerum Perusinarum». Che tuttavia lasciò manoscritta, essendo mancato il 12 settembre 1594.

Ecco perché lo rievocheremo con apposite iniziative cui la città è fin d’ora invitata. Onore al merito. E bando… alla distrazione.

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