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Umbertide, terremoto: 13 feriti per fughe ''da panico''

L’arcivescovo Ivan Maffeis scrive alla comunità

Sono 13 le persone ferite in seguito alle scosse di terremoto registrate nella zona di Umbertide giovedì scorso. Tutti a causa di fughe troppo precipitose per la paura delle scosse: nessuno quindi è rimasto ferito per eventuali crolli legati al sisma. Di questi, sei sono stati dimessi e tre sono ricoverati con fratture. Altri quattro sono invece stati sistemati nelle Rsa: tra questi un disabile grave la cui casa è stata resa inagibile dalle forti scosse. Dopo le verifiche tecniche, nessun problema è stato registrato all'ospedale, dove le attività procedono regolarmente.

Intanto l’arcivescovo Ivan Maffeis scrive alla comunità diocesana esprimendo vicinanza spirituale e solidale a quanti sono stati colpiti dal terremoto. ''All’indomani del terremoto che giovedì 9 marzo ha colpito alcune comunità della nostra diocesi, la fase del primo soccorso, da una parte, è fatta di scale e tetti saliti per verificare la sicurezza degli edifici; dall’altra, ha il volto dell’ospitalità, allestita per offrire rifugio a quanti si sono visti costretti a lasciare la propria abitazione – ha detto l'arcivescovo - Alle famiglie accolte sotto il tendone di Sant’Orfeto si aggiungono le quattro che hanno trovato una sistemazione nel nostro vecchio Seminario. Altre per paura hanno preferito passare la notte in macchina. Lungo la strada che attraversa Pierantonio – chiusa poco prima di arrivare alla chiesa – le persone guardano in silenzio le proprie case. Chi alza lo sguardo lo posa sul campanile, che le scosse hanno fatto ruotare e di cui si teme una possibile caduta. A Cenerente il danno probabilmente è ancora maggiore. Vi si aggiungono le chiese di Capocavallo, Rancolfo, Coltavolino, Prugneto, Pian d’Assino: in questi borghi il terremoto le ha rese inagibili, causandone la chiusura. In condizioni migliori appare l’Abbazia di Montecorona, per cui rimane la possibilità di celebrare nella cripta. La struttura del Villaggio Santa Caterina tutto sommato ha retto bene; sugli ospiti pesano piuttosto le conseguenze del terremoto, in termini di timore e d’insicurezza.
''La gratitudine, oltre che ai Vigili del Fuoco e agli uomini della Protezione civile, va agli operatori e ai volontari della Caritas, ai vicari e ai responsabili dell’Ufficio Tecnico della nostra diocesi. Alla luce del sopralluogo effettuato da questi ultimi, lunedì potranno riaprire
le scuole paritarie -ha aggiunto - In questa terza domenica di Quaresima ricordiamo nella preghiera le comunità segnate dal sisma, i loro parroci, i diaconi, gli animatori: possano sperimentare, insieme al dolore, la nostra vicinanza solidale e affrontare con coraggio, dignità e fede anche questa prova''.

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