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Venerdì, 20 Maggio 2022
Alto Tevere Today Città di Castello

Città di Castello, il vescovo Paolucci Bedini: "Ingresso in Diocesi il 18 giugno''

L'idea: ripercorrere il Cammino di Francesco da Gubbio, fino al comune tifernate passando per Pietralunga

''Con tutti i sacerdoti abbiamo definito che la celebrazione d'ingresso sarà nel pomeriggio di sabato 18 giugno e si terrà nella Cattedrale''. L'annuncio arriva direttamente dal neo vescovo della diocesi di Città di Castello, monsignor Luciano Paolucci Bedini, che oggi ha trascorso la sua prima giornata in Altotevere. In mattinata il vescovo aveva incontrato il clero nel santuario della Madonna del Transito di Canoscio, alla presenza dell'amministratore apostolico mons. Domenico Cancian. Nel pomeriggio sono proseguiti altri summit insieme al vescovo emerito e amministratore apostolico monsignor Domenico Cancian.

Per l'ingresso il vescovo ha una idea del tutto originale.''Visto che i tempi ci sono e il mio desiderio è ancora quello di mettermi in cammino, l'ho accennato brevemente ma forse proveremo a definirlo dopo i Ceri, a me piacerebbe riprendere il Cammino di Francesco – ha detto - partire da Gubbio, scendere a Pietralunga e poi arrivare a Città di Castello, magari nella sera del 17, così ho il tempo per prepararmi per il 18. Con la speranza e con il desiderio di fare questo cammino con la gente: quindi mi piacerebbe invitare nel primo tratto gli eugubini e poi da Pietralunga i tifernati: mi piace l'idea che si possa anche camminare fisicamente insieme''.

Durante il summit Paolucci Bedini ha voluto anche evidenziare alcune perplessità che i credenti tifernati hanno avuto, dopo la nomina del vescovo di Gubbio a rettore anche della diocesi di Città di Castello.

''I primi passi saranno quelli della conoscenza; degli incontri, dell'andare a vedere le diverse comunità e realtà'' ha aggiunto che monsignor Paolucci Bedini, evidenziando che ''all'inizio occorrerà dividere la settimana il più possibile fra Gubbio e Città di Castello, e magari poi, pian piano, capire dove c'è più bisogno e dove magari porre l'accento. Questo comporterà fatica, ma non mi spaventa. Mi preoccupa un po' di più che questa modalità, non consueta vedendo anche come finora ho vissuto la mia esperienza di vescovo a Gubbio, venga percepita dalla gente come una disattenzione, una assenza, una noncuranza; a me dispiacerebbe''.

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