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Mercoledì, 12 Giugno 2024
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Città di Castello, rimodulazione dell'orario, il Consiglio comunale chiede l'intervento della giunta

''Incontrare la Regione el'ufficio scolastico regionale''

Rimodulazione delle lezioni alle elemetari: si continua.

Dopo il cambio voluto dagli organi amministrativi del Circolo didattico, c'è stata prima la letera dei genitori, poi una interrogazione: adesso arriva l'ordine del giorno a firma di tutti i capigruppo presenti in Comune.

Ordine del giorno su azioni per la tutela del servizio del tempo scuola modulare nelle scuole primarie della città: la forma di tutti i capigruppo consiliari. “Premesso che la scuola è un bene prezioso per la comunità, un luogo nel quale alunni, docenti, genitori, famiglia, personale scolastico fanno esperienza della ricchezza di uno scambio relazionale fondato sul desiderio di apprendere e di sperimentare;  considerato che a Città di Castello sono presenti scuole primarie pubbliche e paritarie. Per quanto riguarda le scuole primarie pubbliche sono presenti il Primo Circolo Didattico e il Secondo Circolo Didattico. Entrambi si articolano in diversi plessi per rispondere alla richiesta di servizio espressa dal territorio. - Il tempo modulare antimeridiano nei due circoli didattici a Città di Castello è presente da più di quaranta anni e ora è presente nei plessi di Rignaldello e La Tina. Con la presentazione dell’offerta formativa, le suddette scuole avevano avanzato alle famiglie, successivamente iscritte, una proposta educativa che garantiva un tempo scuola antimeridiano distribuito in sei giorni. Nel plesso di La Tina era stata inoltre garantita la possibilità di usufruire di mense facoltative tutti i giorni, eccetto il sabato, fino alle 14.10 e due pomeriggi facoltativi con attività extrascolastiche (il martedì in collaborazione con la scuola di musica comunale). Le amministrazioni hanno chiesto sempre alla scuola primaria di mantenere un servizio diversificato per quanto concerne il tempo scuola, quindi garantire in ogni circolo un tempo scuola a 40 ore curriculari, chiamato “tempo pieno” con rientro pomeridiano, ma anche un tempo scuola modulare in autonomia previsto tra le 27 e le 30 ore curriculari che prevede in alcune scuole (Lerchi, San Pio e San Filippo) un orario fino al venerdì con due rientri e nelle scuole sopra menzionate, Rignaldello e La Tina sezione A, un orario scuola curricolare antimeridiano distribuito in 6 giorni”. Presso atto che presso il Secondo Circolo Didattico con delibera del Consiglio di Circolo del 2019 è stata approvata la proposta per il tempo scuola funzionante su sei giorni per il tempo modulare- Sezione A- dalle ore 8.10 alle ore 12.40 con possibilità di servizio mensa garantito dal Comune, non solo per i giorni del rientro, ma per tutti i giorni della settimana, dal lunedì al venerdì, sabato escluso e due pomeriggi, attualmente martedì e giovedì, facoltativi con attività extrascolastiche (il martedì in collaborazione con la scuola di musica comunale); - tale tempo scuola è stato proposto ed offerto ai genitori come proposta educativa a partire dal 2019 tramite una fase di promozione avvenuta durante gli Open Day e attraverso flyers postali e rilascio di informazioni scritte in fase di iscrizioni; - dopo aver preso visione di tale proposta, ogni genitore ha effettuato una scelta che fosse il più confacente possibile alle necessità familiari, ma anche e soprattutto al bisogno educativo e formativo del bambino sulla base di una garanzia mantenuta per tutti i cinque anni di scuola primaria; - nella Scuola di Rignaldello è presente il tempo modulare antimeridiano su 6 giorni da diverso tempo e che non ci sono stati mai problemi di mancanza di iscrizioni ma in alcuni casi altresì problemi di esubero di iscritti; - La presentazione dell’offerta formativa di tale livello e per alcuni aspetti diversa da quella offerta da altre scuole del Comune ha convinto e spinto intere famiglie a iscrivere i propri figli alle scuole di La Tina e di Rignaldello, consapevoli e fiduciosi della scelta fatta; questa scelta è stata fatta liberamente dalle famiglie, le quali hanno ricevuto rassicurazioni dalla Scuola sul servizio che sarebbe stato offerto e approvato sulla base del “diritto allo studio”. Visto che la scuola, su proposta del Dirigente Scolastico, ha avanzato un nuovo piano modulare modificando l’offerta formativa rispetto al tempo scuola, prevedendo per i plessi di La Tina sezione A e Rignaldello, una rimodulazione non solo dell’orario scolastico quotidiano suddiviso in 5 giorni anziché 6, ma anche la chiusura del sabato(con due rientri e un orario antimeridiano dalle 8 alle 13 e prevedendo la possibilità del servizio mensa solo in concomitanza con i due rientri pomeridiani settimanali). Tale proposta è stata deliberata in Collegio Docenti a maggioranza e poi votata e approvata in Consiglio di Circolo sempre a maggioranza; questa proposta ha stravolto il piano dell’offerta formativa per la quale i genitori degli alunni avevano scelto la suddetta scuola e proprio per esprimere tale dissenso quasi il settanta percento dei genitori ha scritto e presentato una lettera al Dirigente con allegate tutte le firme per comunicare la loro netta e decisa contrarietà.” L’ordine del giorno impegna il sindaco e la giunta comunale ad esprimersi a favore delle necessità manifestate dalle famiglie, le quali si vedono private di un servizio scolastico pattuito preventivamente all’iscrizione e che potrebbe comportare notevoli difficoltà organizzative all’interno delle famiglie; ad intraprendere tutte le azioni e interventi possibili, secondo le proprie funzioni ed i propri ruoli istituzionali, atti al sostegno del “diritto allo studio” e al mantenimento del diritto della famiglia ad essere la prima agenzia educativa e alla libertà di scelta delle famiglie di indirizzare i propri figli negli istituti scolastici più in linea con il loro progetto educativo. A favorire la costruzione di buone relazioni tra scuola e famiglia al fine di garantire il benessere, la formazione e l’educazione dei bambini e dei giovani; a promuovere un confronto con l’amministrazione regionale e l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per rappresentare le reali esigenze del territorio e delle sue componenti sociali.”

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