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Fondazione Burri: venticinquemila presenze nei due musei in sei mesi

L’arte del maestro tifernate come scenografia al programma di Fazio su RaiTre

Mesi importante per l’arte di Alberto Burri che, dopo il lungo periodo di pandemia, vive una nuova stagione di rinascita. Negli ultimi sei mesi (precisamente dal 12 marzo) sono stati oltre venticinquemila (25361 per essere precisi!) i visitatori delle due collezioni dedicate a Burri a Città di Castello: Palazzo Albizzini e gli Ex Seccatoi del Tabacco. Il nome del maestro tifernate ha risuonato negli ultimi mesi su tutti i media, su riviste di settore e in servizi televisivi, locali e nazionali. La troupe di Rai2, solo per fare un esempio, è più volte venuta nelle sedi espositive di Burri a Città di Castello, dedicando importanti spazi nelle loro rubriche legate al mondo dell’arte, così come RaiCultura.

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Tutto è iniziato, o meglio ricominciato, il 12 marzo: nel giorno dell’anniversario di nascita dell’artista la Fondazione Burri ha riaperto la sede degli Ex Seccatoi del Tabacco dopo la lunga chiusura dovuta ad importanti lavori. Lavori che hanno trasformato, senza modificare l’idea originale del maestro, gli Ex Seccatoi del Tabacco in un nuovo, modernissimo museo, al pari di qualsiasi altro museo di arte contemporanea al mondo. Un mese dopo, il 14 aprile, è stata inaugurata la mostra “La Luce del Nero”, concepita con criteri di inclusività e visitabile, ancora, fino al 13 novembre. La mostra, realizzata nell’ambito del programma Europa Creativa con il progetto “Beam Up” (Blind Engagement in Accessible Museum Project), affronta in chiave internazionale e inclusiva il tema dell’accessibilità dell’arte contemporanea per il pubblico con disabilità visiva. “Una mostra tutta da toccare!”: così la definiscono gli stessi visitatori. Curata dal Presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, Bruno Corà, l’esposizione offre la possibilità, estremamente rara, di poter interagire direttamente con le opere che si osservano, quelle dei grandi artisti del ‘900 che hanno affrontato lo studio del “colore non colore”, il nero: insieme a Burri hanno realizzato opere elaborate col nero anche artisti documentati in mostra, come Agnetti, Bassiri, Bendini, Castellani, Fontana, Hartung, Kounellis, Lo Savio, Morris, Nevelson, Nunzio, Parmiggiani, Schifano, Soulages e Tàpies. L’elemento aggiuntivo che si trova in questa mostra è la possibilità di toccare le opere, riprodotte fedelmente in scala, poste a fianco delle originali. Nadia Bredice e Deborah Trementozzi, entrambe non vedenti, che hanno collaborato alla realizzazione della mostra in collaborazione con la Fondazione Burri e Atlante Servizi Culturali, hanno guidato circa 200 visitatori, vedenti e non, in un percorso emozionante e unico.

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Dopo un’estate così intensa con un flusso di visitatori ininterrotto, l’autunno vede l’arte di Burri ancora protagonista. La redazione del celebre programma di Fabio Fazio, “Che tempo che fa”, in onda la domenica alle ore 20 su Rai3, dopo aver “ospitato” le opere di Lucio Fontana nell’edizione passata, ha scelto proprio quelle dell’artista tifernate come scenografia del programma che quest’anno celebra la sua ventesima edizione. Da domenica 9 ottobre, fino alla fine della stagione televisiva del programma, a maggio, le opere di Burri “arrederanno” gli studi televisivi del programma e, viste le prime puntute, i complimenti e le richieste di informazione sull’artista aumentano vertiginosamente. La Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri ha condiviso la scelta della trasmissione per l’importanza che essa ricopre nel palinsesto nazionale e per la continuità ed il protrarsi nell’arco della stagione televisiva. La prima puntata della trasmissione è stata seguita da 2milioni 211mila persone (11,3% di share), che sicuramente aumenterà ancora di più la conoscenza dell’arte del nostro Maestro, dei suoi musei e della sua città.

L’annata si concluderà con la partecipazione delle opere del Maestro tifernate alla mostra “Materia, gesto, impronta e segno. L’opera grafica di Burri, Vedova, Kounellis, Paolucci e Benedetti”, a cura di Antonio D’Avossa e Nicoletta Ossanna Cavadini, che dal 29 ottobre 2022 sarà visitabile al M.A.X. Museo di Chiasso fino al 19 febbraio 2023. Quaranta saranno le grafiche firmate da Alberto Burri esposte in questa kermesse

che propone una visione della ricerca grafica e artistica di cinque personalità della cultura del ‘900, ma sarà visibile anche un Cellotex datato 1977.

La Fondazione Burri non si ferma e già per il 2023 ha in programma importanti eventi sempre con l’o9biettivo di promuovere e diffondere l’arte del Maestro.

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