Giovedì, 18 Luglio 2024
Alto Tevere Today Città di Castello

Città di Castello entra nell'Associazione Italiana Città della Ceramica: adesione a maggioranza

Il via libera è arrivato durante la seduta del Consiglio comunale ma non sono mancante le polemiche

Da oggi il comune tifernate entra nell’Associazione Italiana Città della Ceramica (Aicc), di cui fanno parte 45 comuni di 15 regioni italiane (in Umbria anche Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio, Orvieto), che punta a tutelare la tradizione della ceramica, promuovere la ricerca, valorizzare la produzione con progetti commerciali ed eventi.

L'ok è arrivato durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, con i 20 voti favorevoli di Pd, Psi, Lista Civica Luca Secondi Sindaco, Castello Cambia, Civici X, Lista Civica Marinelli Sindaco, Lega e le tre astensioni dei consiglieri di Fratelli d’Italia e Castello Civica. L'iniziativa è arrivata dal vice sindaco Stefano Giuseppe Bernicchi.

“L’adesione, che nasce dal riconoscimento di Città di Castello tra i comuni di affermata tradizione ceramica venuto dal Mise, ci permette di entrare in un ambito molto interessante e porta a compimento un percorso che negli ultimi anni ci ha visto partecipare come osservatori all’attività dell’associazione”, ha spiegato Bernicchi, segnalando che la quota annuale sarà di 2.300 euro.

A ribadire le proprie perplessità sui benefici dell’adesione del Comune ad associazioni intercomunali che sono attive in vari ambiti di interesse è stato il capogruppo di Castello Civica Andrea Lignani Marchesani. “Esiste l’Anci che ha commissioni che si occupano settore per settore di tutte le situazioni a cui fanno riferimento queste associazioni: qualcosa non mi torna – ha chiarito Lignani - ed è per questo che ho invitato il vice sindaco e la presidente della commissione Programmazione Economica Giorgi a fare una ricognizione delle adesioni date dal Comune e dei risultati ottenuti in questi anni”. “L’associazione Città della Ceramica ha finalità condivisibili e credo ci sia anche da guadagnare a farne parte - ha dichiarato la capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni – ma mi chiedo quali azioni concrete abbia in mente il nostro Comune per sostenere il settore della ceramica, oltre a questa semplice adesione”.

Nel confermare che ci sarà una mappatura delle adesioni del Comune per una valutazione della situazione, il sindaco Luca Secondi ha contestato la tesi che la partecipazione a queste associazioni non porti benefici, portando l’esempio della “battaglia vinta in seno all’Associazione Nazionale Città del Tartufo per il riconoscimento della cerca del tartufo come patrimonio Unesco” e dell’importante presenza nell’Associazione Città del Tabacco “in un momento nel quale questa produzione va difesa dalle scelte delle multinazionali che stanno mettendo in difficoltà il settore non solo in Altotevere”. “Crediamo che l’adesione all’Associazione Città della Ceramica ci permetta di sviluppare l’importante filone delle best practises per individuare le migliori scelte a livello produttivo e promozionale”, ha spiegato il primo cittadino, segnalando che “sono già stati avviati contatti con Faenza, che è punto di riferimento indiscutibile in questo ambito, per cercare di cogliere tutte le opportunità che si possono concretizzare a vantaggio dei nostri artigiani, a partire dalle questioni energetiche che sono di stretta attualità”. “Pensare che un Comune possa dare una visione su un settore produttivo è arrogante – ha puntualizzato Secondi - bisogna piuttosto saper ascoltare le nostre realtà economiche e cogliere le migliori opportunità”.  

“Voterò a favore, ma condivido gli interventi dei consiglieri che mi hanno preceduto”, ha affermato la capogruppo di Civici X Luciana Bassini, aggiungendo: “vediamo quello che arriveremo a ottenere da questa adesione, se porterà o meno sviluppi favorevoli”. “Non volevo dire che il Comune deve organizzare le attività del privato”, ha replicato al sindaco la consigliera Arcaleni, ribadendo che “sarà necessario vedere cosa il Comune tirerà fuori   da questa adesione”.

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