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Vertenza tabacco, i sindacati chiedono un tavolo di lavoro permanente

Il consigliere Michele Bettarelli rilancia: ''Monitorare la vertenza che rischia di pregiudicare il futuro della filiera''

Si torna a parlare della vertenza tabacco da diversi punti di vista.

Ieri, lunedì 7 marzo, si sono tenute allo stabilimento della Tti di Cerbara le assemblee sindacali che hanno visto la presenza di Cgil, Cisl e Uil. Durante la discussione è emersa la volontà da parte dei sindacati di richiedere urgentemente un tavolo istituzionale permanente che possa affrontare nel migliore dei modi la problematica dei livelli occupazionali sia per la parte industriale che per la parte agricola.

I dipendenti hanno accettato e evidenziato ''l’impegno dei sindacati con i quali è proseguito quel costruttivo confronto che siamo certi porterà ad una risoluzione. Approfittiamo infine di questo comunicato per rivolgere nuovamente il nostro appello a tutte le parti in causa e per ribadire la nostra volontà di poter semplicemente continuare a svolgere il nostro lavoro, per il quale abbiamo dato tanto e ancora vogliamo dare''.

Intanto anche il consigliere regionale, il tifernate Michele Bettarelli, ha chiesto alla Regione di “Aprire urgentemente un tavolo di crisi regionale per monitorare la vertenza Unitab- Japan Tobacco, che rischia di pregiudicare il futuro della filiera di trasformazione e produzione del tabacco dell’Alta  Valle del Tevere”.

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“Le trattative che stanno andando  avanti da qualche mese - ricorda Bettarelli – hanno subito uno stallo in una fase delicatissima perché senza sapere le condizioni dei futuri acquisti si rischia di pregiudicare la stagione agricola 2022 e quindi un settore produttivo che, per Città di Castello e per l’Umbria, ha un valore di oltre 200 milioni di euro all’anno. Occorre quanto prima – aggiunge - che la Regione si schieri al fianco delle posizioni più responsabili emerse in maniera chiara nell’ultima riunione di Unitab della settimana scorsa, agevolando la ripresa delle trattative, portando la Japan Tobacco a riconoscere un giusto prezzo per chi coltiva ed un futuro di medio periodo per l’intero comparto”.

“Da oltre dieci anni - ricorda Michele Bettarelli - la multinazionale giapponese ha un contratto con il centro di trasformazione di Città di Castello per l’acquisto del tabacco alto tiberino ma negli ultimi tre anni ha ridotto le quote da 10 a 7 milioni di chilogrammi, segno di un rapporto che si è progressivamente deteriorato. E’ giunto il momento di dare spazio a chi porta con le proprie posizioni una sincera volontà di rilancio rispetto al rapporto con il territorio tenendo in debito conto le ricadute economiche e sociali sia per gli imprenditori agricoli sia per chi, come lavoratore agricolo, concorre alla crescita del comparto. Per la Giunta regionale – conclude - è giunto il momento di uscire allo scoperto, prendere una posizione netta al fianco di chi, nel corso della trattativa, ha dimostrato di avere a cuore il futuro della tabacchicoltura umbra e alto tiberina, e affrontare, con tutti gli strumenti previsti dalla normativa sulle crisi aziendali, questa importante vertenza. Prima che sia troppo tardi”.

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