Perugia in crisi, Santopadre chiede compattezza ma il popolo del Grifo si divide sui social

La conferenza del presidente dopo lo sfogo di Cosmi (poi 'silenziato' dal club) e lo striscione della Nord scatena il dibattito: alcuni tifosi lo sostengono, altri gli rimproverano di non aver preso provvedimenti nei confronti della squadra

“Il primo responsabile di ciò che accade nel Perugia sono io. Volevo metterci la faccia in un momento di difficoltà perché un presidente è giusto prenda applausi nei momenti felici e i fischi in quelli meno felici”. Così Massimiliano Santopadre ha parlato in una 'conferenza stampa' atipica in cui si è alzato e se ne è andato dopo circa sette minuti di monologo, senza lasciare spazio alle domande dei giornalisti della stampa e delle tv convocate nella sala stampa del 'Curi' (non poteva bastare a questo punto un video postato magari sul sito o sui canali social del club?). Una conferenza seguita allo sfogo di Serse Cosmi dopo la sconfitta di Frosinone, all'embargo comunicativo che ha di fatto 'silenziato' il tecnico di Ponte San Giovanni e allo striscione affisso allo stadio dagli ultras della Curva Nord che hanno ripreso le parole del tecnico ("Presidente e giocatori: anche noi non vogliamo farci prendere per il culo in giro per l'Italia").

VIDEO Il monologo di Santopadre: "Io primo responsabile, ci metto la faccia..."

Un invito a restare tutti uniti e a superare le divisioni degli ultimi giorni quella del patron biancorosso, secondo cui “Non c’è una fazione squadra, presidente o Cosmi: bisogna solo compattarci. Quando si è in difficoltà solo unendo gli sforzi si può riprendere un cammino che solo 15 giorni fa sembrava diverso. Capisco l’amarezza di chi ci segue e dell’allenatore, sono con Cosmi, con la squadra e i tifosi. Sono sicuro che la Nord lunedì sera sarà piena perché ci attende una partita complicatissima sul piano emotivo. Dobbiamo avere la serenità di affrontarla nel migliore dei modi, solo così possiamo rialzarci”.

Un appello che ha raggiunto solo parzialmente il suo obiettivo, con il popolo biancorossoo che - come si nota esplorando le varie pagine social dedicate al Grifo - sembra infatti ancora diviso dopo le parole di Santopadre. C'è chi lo sostiene: "È vero che siamo molto delusi dalla modesta qualità della rosa, è vero che Perugia meriterebbe la serie A, ma se tiriamo troppo la corda e lui se ne va si torna fra i dilettanti ragazzi. Volemo davvero torna in trasferta a Deruta?". Ma lo spettro della D in cui il Perugia era precipitato dopo il fallimento della gestione Covarelli non per tutti vale però come giustificazione: "Io se ripenso a Montone ho i brividi...ma di felicità...ripartire...nuove sfide...resettare con un progetto SERIO...quel progetto che da 4-5 anni non esiste più...quindi se c’è da ripartire dalla D ben venga...se santopadre fa mea culpa ed inizia a fare le cose fatte per bene allora già è diverso".

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Secondo alcuni tifosi comunque le critiche al presidente sono ingenerose: "È giusto criticare ma devono essere critiche fatte con senso, non tanto per sputare veleno e sentenze sull'operato della società che fino a prova contraria è presente, salda e propositiva in tutti gli ambiti, è giusto pretendere un impegno costante dai giocatori per onorare la maglia, lo stipendio e chi paga il biglietto allo stadio (...) Santopadre è un imprenditore che sta facendo il suo massimo e per questo può fare bene o male, ma lo fa, tutti gli anni da 10 anni....senza mai farci rischiare una volta di retrocedere o ancora peggio fallire. Credo che un po' di riconoscenza e buon senso non guasterebbe". Una linea di pensiero seguita da chi sul banco degli imputati, piuttosto che il numero uno del club, vorrebbe vederci la squadra: "Presidente...il problema sono i calciatori...tutto il resto è noia. La conferenza fatela tutti insieme alla squadra che le ultime due non le ha giocate (c'è da pensare male?!? Non hanno perso perché più scarsi dell'avversario...ma semplicemente non hanno giocato, per questo l'allenatore si è giustamente sfogato)".

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Ma proprio la mancanza di provvedimenti presi nei confronti dei calciatori è ciò che qualcuno rimprovera a Santopadre, che nell'intervista rilasciata ai soli quotidiani umbri il giorno dopo il ko di Frosinone e lo sfogo di Cosmi (quando era forse il momento più opportuno per "metterci la faccia" magari di fronte alle telecamere delle tv e ai microfoni del resto della stampa) ha solo 'minacciato' il ritiro rimandando tutto a dopo la gara con l'Empoli ("Lunedì la squadra andrà al Curi col trolley..."): "Per me Santopadre ha fatto una conferenza di vuota retorica. La gente non voleva vedere la sua faccia... ma chissenefrega... volevamo sapere se prenderà provvedimenti o proposte. Su questo invece silenzio. Ma mandali in ritiro". Tanto che a qualcun altro la conferenza del patron ha ricordato la specialità del conte Lello Mascetti di 'Amici miei': "No, no, no, attenzione! Noo! Pàstene soppaltate secondo l'articolo 12, abbia pazienza, sennò posterdati, per due, anche un pochino antani in prefettura...senza contare che la supercazzola prematurata ha perso i contatti col tarapìa tapiòco".

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Il dibattito intanto, in attesa del delicato posticipo di lunedì sera al Curi contro l'Empoli (24 febbraio, ore 21), continua: "Io sono solo un tifoso - scrive un altro 'internauta' -, non conosco le dinamiche di una società di calcio, posso solo immaginare tutte le difficoltà che si possono incontrare, per questo ripeto un’altra volta che a Perugia non serve la serie A ma servono solo due cose perché tutto possa funzionare in armonia: TRASPARENZA e IMPEGNO". Ma qualcun altro è decisamente più esigente: "....e se dopo la TRASPARENZA e IMPEGNO arriva anche la serie A siamo tutti felici!!!...Se vi sono in serie A "piazze" ben meno blasonate, e con una "storia calcistica inferiore, del Perugia NON vedo il motivo per cui Perugia ed i Perugini NON dovrebbero pretendere la massima serie!!!!! Forza Grifo!!!" 

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