GRIFONERIE Calendario pazzo e stadi vuoti: ecco perché il Perugia e la B sono 'ostaggi' delle tv

Ospitiamo l'analisi del giornalista perugino Claudio Sampaolo sul continuo 'spezzatino' del campionato a beneficio delle televisioni a pagamento e della Rai, che restano una delle principali fonti di finanziamento dei club (circa 40mila euro a partita ciascuno) mentre la media spettatori del torneo è di circa 5.900 persone a gara

La frammentazione degli orari e del calendario di serie B ha ormai portato ad un posizionamento quasi schizofrenico delle partite. Impossibile per chiunque programmare per tempo un qualsivoglia appuntamento al Curi, legarlo agli impegni di lavoro o personali. Basterà dire che quando si riprenderà a giocare ci saranno una partita di venerdì, due al sabato, due alla domenica e due di lunedì alle 21. Una follia? Beh, quando si dice (e si scrive) che la squadra va rafforzata, che bisogna spendere qualche soldo in più, bisognerà ragionare su fredde cifre: il Perugia, così come molti altri club di serie B, è fondamentalmente una società “povera”, nel senso che non ha dietro miliardari cinesi o americani, o grandi aziende pronte a coprire il piatto. La serie B nel suo complesso, è bene saperlo, ha una media-presenze (ad oggi) di 5.887 spettatori, con i 10.822 di Frosinone ed i 1.863 di Chiavari (Entella) come punte in alto e in basso. Numeri che consentirebbero a malapena di allestire una squadra con molti Primavera, qualche prestito ed un paio di vecchi a fine carriera. Con questa situazione in atto, dunque, non si può fare a meno di sottostare al frazionamento imposto dalle tv a pagamento, diventate negli anni la principale fonte di finanziamento dei club, serie A compresa.

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LE CIFRE DELLA B - Ecco le cifre: Dazn paga (e pagherà ancora fino a fine 2021) 22 milioni di euro l’anno, che uniti ai 3 milioni versati dalla Rai per l’anticipo del venerdì ed altri spiccioli per diritti radiofonici ed hilights porta a un introito di circa 1,5 milioni per ogni società, a stagione. Scendendo ancora più nel dettaglio siamo a circa 40mila euro a partita. Tanto? Poco? Certo, ragionando per assurdo, con i prezzi dei biglietti del Curi la cifra si potrebbe recuperare vendendo semplicemente 2000 tagliandi di gradinata e 1000 di curva. Ma siamo, appunto, nel campo delle suggestioni matematiche. Se ognuno dovesse scegliersi il giorno e l’ora migliore per giocare, il campionato non partirebbe mai. La cosa più opportuna, secondo noi, sarebbe quella di trattare con Dazn, di far capire che è sbagliato adottare per la serie B lo stesso schema che usa Sky per la serie A, o se vogliamo per la Premier League inglese, che tra l’altro vende i suoi diritti nel ricco mercato asiatico e deve ragionare anche su fusi orari diversi.

LE DIFFERENZE CON LE BIG - Il frazionamento, dunque, va bene per i grandi tornei, non solo perché le cifre che girano sono 20-25 volte quelle della nostra serie B, ma perché consente ad un appassionato di calcio di vedersi tre-quattro partite ogni weekend, non solo la squadra del cuore, ma anche, mettiamo, l’Atalanta, la Roma, la Lazio o il Cagliari, che giocano un gran calcio, i big-match, partite minori ma giocate in stadi affascinanti come Marassi. E ovviamente più persone si mettono in visione, più aumentano i dati auditel e i contratti pubblicitari. E la A, soprattutto, non teme la concorrenza delle dirette TV, perché ad ogni partita c’è sicuramente un motivo per andare allo stadio: o perché arriva una big o perché c’è un importante scontro per le Coppe o per la salvezza. Senza contare la qualità del gioco e dei protagonisti, ovviamente. 

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POCA ATTRATTIVA - Ma la B? Chi la segue con un po’ di attenzione avrà notato l’impoverimento tecnico di quasi tutte le squadre che hanno al massimo 2-3 giocatori di spessore. Ci è toccato sentire, per carità di patria (calcistica) pure gli elogi del Trapani, che ha giocato un calcio vecchio, anni ’60, con palle buttate in avanti e poi tutti dietro, parcheggiando l’autobus davanti alla porta, come direbbe Mourinho. Trapani-Perugia tecnicamente è stato un pianto, una partita da “nascondere” ai giovani delle scuole calcio. E non solo per colpa della squadra di Castori, naturalmente. Insomma, cari dirigenti di Dazn, a chi volete che interessi un Perugia-Livorno di lunedì 27 gennaio alle 21? Al netto dei tifosi-abbonati dei due club (cifre molto misere, ci dicono) chi mai si metterà davanti allo schermo e con quali pessimi risultati di audience? Sarebbe proprio interessante, per intavolare una trattativa sul calendario, se dal quartier generale di Dazn fornissero i dati analitici, partita per partita. Ma temiamo che farebbero un clamoroso autogol.

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