GRIFONERIE Rifondare il Perugia copiando l’Atalanta? Un'idea per Santopadre, Goretti e Cosmi

Mentre il calcio è fermo per l'emergenza coronavirus, ecco l'analisi di Claudio Sampaolo sulle prospettive future del Grifo: sfatando certi luoghi comuni, il club bergamasco può essere il modello da seguire

1) L’Atalanta non corre molto. Corre bene (vedremo i numeri) perché è ben messa in campo, corta, con scalate avanti e indietro che a volte - come ha rilevato Arrigo Sacchi - gli consentono di giocare uno schema come il vecchio WM inventato attorno dal 1930, che fece le fortune del Grande Torino. Un “sistema” d’attacco con 3 difensori, due mediani, due trequartisti e tre attaccanti: uno centrale e due esterni, di norma i terzini Hateboer e Gosens. Pensate solo a quante volte ha segnato uno dei tre difensori su cross dei terzini.

2) Settore giovanile. L’Atalanta è una delle squadre più vecchie della serie A con 27 anni di metà media. Il più giovane è Gollini (25) ed a parte Caldara nessuno delle giovanili è impiegato da Gasperini. I ragazzi più bravi si fanno le ossa in altri club, esplodono e sono rivenduti a peso d’oro. A gennaio tra Barrow e Kulusevsky, venduti a Bologna e Juve, sono stati incassi 70 milioni di euro.

3) Ilicic e Gomerz erano dei buoni giocatori, forse talenti inespressi, ma il modulo e la forza mentale acquisita negli ultimi anni li ha fatti diventare dei Campioni. Ora si parla, forse esagerando, di Pallone d’Oro per lo sloveno. Un po’ troppo, ma rende l’idea. Per non parlare di Djimsiti, Toloi, Palomino, Hateboer, Castagne, Freuler, De Roon, Gosens, tutti pescati dal formidabile ds Sartori quando erano degli illustri Signor Nessuno. Questa ottima messe m’è venuta in mente giorni fa, quando ho rivisto su Umbra Tv110 un Perugia-Roma (0-1) del 2003-2004. Da una parte la Roma di Totti, Cassano, Emerson, Mancini, Chivu, De Rossi e via dicendo. E il Perugia di Cosmi, che perse immeritatamente giocando un gran calcio? Giandomenico, Ignoffo, Diamoutene, Scandurra e alla fine anche Zerbini.

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4) L'ultimo punto, il più importante. Perché non è affatto vero che l’Atalanta corre più degli altri. Anzi, quanto a chilometri percorsi è al nono posto in classifica, e il primo atalantino in classifica è Castagne, 28.mo con una media di 10,8 a partita. Nei primi 272 giocatori della serie A per chilometraggio ci sono solo 8 atalantini. Due frecce come Hateboer e Gosens hanno fermato il contachilometri a circa 10,4 km/partita, Gomez che pare ovunque poco sopra i 9km, Ilicic idem. Ultimo Zapata con 8,6 km.

Ultimo dato rilevante: Gollini è il portiere che ha dovuto fare meno parate in serie A, appena 59, il che significa che nonostante un presunto sbilanciamento offensivo, la pressione sugli avversari è talmente forte che arrivano a tirare appena 2 volte a partita.

Che ne dicono Santopadre, Goretti e Cosmi, il modello-Atalanta può essere una buona idea da copiare o quantomeno sul quale riflettere?

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