Città di Castello, sindacati e Rsu chiedono chiarezza

Dopo l'assemblea dei dipendenti Polisport, ci tiene a precisare che nonostante la criticità della situazione interna, non ci sarà nessun calo dell'utenza e l'urgenza di un piano societario di rilancio

L’assemblea dei dipendenti Polisport, convocata negli ultimi giorni del 2011 per fare un bilancio della situazione aziendale, intende rendere pubblici una serie di considerazioni importanti non solo per i lavoratori del settore ma anche per le migliaia di cittadini che usufruiscono dei servizi sportivi erogati dal Comune di Città di Castello, attraverso la società controllata.

Occorre tenere presente che la situazione di crisi di Polisport, di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi sia negli organi consiliari che sulla stampa, non è dovuta ad una diminuzione dell’utenza nelle varie discipline sportive. Anzi, nonostante lo scenario di pesante crisi e di recessione, in alcuni sport come il tennis gli utenti sono aumentati e nel nuoto, nonostante la nuova attività della piscina di Umbertide, registriamo un miglioramento nei corsi invernali mentre sono in calo le presenze nel periodo di apertura estiva. Alta la presenza negli impianti coperti (palazzetti dello sport e palestre) e nei campi di calcio. (Quasi 33.000 ore all’anno di servizi erogati nei vari impianti sportivi in gestione, una media di 1.250 utenti giornalieri per un totale di oltre 400 mila  presenze ).

Recentemente è stato siglato un accordo sindacale a seguito di un documento consegnato alla R.S.U. dal nuovo C.d.A. di Polisport che denunciava una situazione economica e finanziaria molto problematica. In questo contesto i lavoratori e il sindacato, con grande senso di responsabilità e consapevoli che occorra costruire un clima di reciproca fiducia con il nuovo C.d.A. e la nuova amministrazione comunale, si sono assunti  gravosi oneri consistenti sia nell’aumento dei carichi di lavoro che in una drastica riduzione dei salari.

Oltre alla sospensione del contratto integrativo aziendale i lavoratori tutti, con autonoma richiesta, si sono impegnati in un “contratto di solidarietà” (salvaguardando i lavoratori interinali di Sogepu) ruotando ognuno in aspettativa non retribuita di otto giorni. Una riduzione complessiva (fra sospensione del contratto integrativo e aspettativa non retribuita) di 2/3.000 € a dipendente, su salari  già ridotti all’osso da inconsistenti aumenti contrattuali dovuti alla crisi.

Il contratto integrativo di Polisport è in gran parte legato all’aumento della flessibilità e dei carichi di lavoro del personale, in quanto 4 unità sono uscite dalla società e non sono state rimpiazzate. Questo ha comportato un notevole risparmio per l’azienda cui si è aggiunto il trasferimento di un amministrativo a Sogepu e il non rinnovo dei contratti part-time che, sommati al periodo di aspettativa, hanno aumentato notevolmente il carico di lavoro quotidiano e la relativa flessibilità.
 
Visto che l’amministrazione Comunale ritiene Polisport azienda strategica per l’attuazione delle politiche sportive dell’Ente e visto la qualità e quantità degli impianti in gestione alla polisportiva che è stata più volte indicata come modello gestionale da prendere a riferimento a livello sia regionale che nazionale, il sindacato ritiene opportuna la predisposizione di un piano industriale dell’azienda stessa.

Nella predisposizione del piano si potranno anche affrontare aspetti che non sono stati toccati a causa dell’emergenza di questi mesi, ma che sono fondamentali per ridefinire il ruolo di Polisport, come i  trasferimenti del Comune e i corrispettivi per la gestione, il costo dei servizi, il risparmio energetico, gli investimenti, i rapporti con le società sportive e la gestione del personale.

Per questi motivi il Sindacato, l’R.S.U. e i lavoratori tutti sono da subito disponibili ad incontrare l’Amministrazione Comunale attraverso l’assessore allo sport, le commissioni consiliari competenti e ad aprire un confronto pubblico che sia utile al mondo dello sport oltre che salvaguardare l’occupazione e le professionalità acquisite dai lavoratori in questi anni.
 

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