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LA PROPOSTA "Si può fare in sicurezza: musica nelle piazze una sera a settimana ai tempi del Covid"

Morte, sofferenza e desolazione è  ciò che abbiamo visto e provato in questi ultimi mesi. Non è ancora finita, ad appena pochi giorni dall'inizio della fase 2 alcuni tentano  una timida riapertura, altri stanno ancora aspettando risposte nei giorni a venire ma esiste una categoria che nessuno o pochi stanno nominando.

Sono i musicisti di qualsiasi genere, gli studi di registrazione, i fonici, coloro che soprattutto durante la stagione estiva hanno allietato le serate di tutti noi. Anche loro sono stati travolti dalla pandemia, ma saranno sicuramente tra gli ultimi a poter ricominciare. Eppure forse  si potrebbe fare qualcosa. Se un parrucchiere potrà lavorare con mascherina a 30 cm, anche un musicista potrebbe farlo in serata, a parte il cantante che starebbe almeno a 3 metri di distanza dagli altri. Si potrebbero organizzare serate all'aperto, con ingressi numerati, in modo da garantire il distanziamento sociale. Controllo della temperatura all'ingresso, mascherina e guanti, sedie a distanza e divieto assoluto di assembramenti, abbracci o strette di mano

 Oppure ci sarebbe un'altra possibile soluzione, almeno una sera a settimana nelle piazze di ogni paese si potrebbe far suonare un gruppo o un'orchestra, senza pubblico davanti. Nelle case di ognuno però risuonerebbero le note della vita, di quell'andrà tutto bene. I musicisti potrebbero lavorare e la gente godrebbe del  piacere di ascoltare un po' di musica anche dal balcone, senza assembramenti. Chi pagherebbe? Feste e sagre se ne fanno in ogni paese, perché non investire parte degli incassi per i propri paesani? Siate solidali, la musica rende vivi.

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