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Clinica Veterinaria di Perugia - Dov'è la coscienza?

Via San Costanzo · Piscille

CLINICA VETERINARIA DI PERUGIA “Dov’è la coscienza?” Nella notte di domenica 15 c.m. portiamo (mio marito ed io) il nostro gatto Biru al pronto soccorso della clinica veterinaria per una sospetta crisi respiratoria. Biru era FIV positivo (affetto da Aids felino)diagnosticato circa due anni fa. Il personale medico che ci ha accolto ed ha soccorso Biru, (la Dott.ssa Vicky e due altre future dottoresse) è stato professionale e premuroso , riversando su Biru, al contempo, affetto e cure, ed altrettanto lo sono stati con noi, vista la nostra profonda preoccupazione per la gravità della situazione che si era prospettata. Ovviamente date le condizioni di Biru, ci hanno comunicato che era necessario il ricovero poiché era necessaria l’ ossigeno terapia. Ho subito portato a conoscenza della dottoressa non solo delle condizioni di salute di Biru , ma anche del fatto che in questi due anni è stato sottoposto a terapie domiciliari, essendo un gatto molto emotivo e facilmente spaventabile, di conseguenza le ho esposto la mia profonda preoccupazione in relazione al fatto che l’ambiente sconosciuto e la nostra assenza lo avrebbe spaventato oltremodo. Mi sono state date ampie rassicurazioni in merito, garantendomi ,in alternanza, la loro costante presenza. Quando le condizioni di Biru sono andate lentamente migliorando, ci hanno detto che potevamo tornare a casa, concordando che in caso di peggioramento saremmo stati avvisati ed in caso contrario ci saremmo risentite l’indomani alle 7.45. Come da intese l indomani alle 8 telefono e mi risponde la Dott.ssa Vicky, che ancora era in servizio, dicendomi che le condizioni di Biru erano migliorate e che dopo le 11 avrei dovuto chiamare il numero di medicina interna per ulteriori aggiornamenti. Dalle 11 che chiamavo ininterrottamente, mi risponde alle 12.15 la Prof.ssa Antonioni, la quale con tono stizzito e stringato mi dice che le condizioni sono migliorate che erano in corso accertamenti e che non aveva altre informazioni. Con cortesia cerco di avere maggiori chiarimenti dicendole che alle 15 mi sarei recata a visitare Biru ( l’orario di visita è solo dalle 15 alle 17!!) e se era possibile avrei gradito ulteriori notizie, magari anche sull’esito delle analisi. La risposta è stata ancor più lapidaria: “ il laboratorio il pomeriggio non è aperto se vuole venga”. Alle 15 mi reco alla clinica chiedo ad una delle dottoresse o studentesse delle varie numerose che circolavano nel reparto, di vedere Biru, si allontana per poi ritornare dicendomi che la Prof.ssa Antonioni aveva già parlato con me e che non era possibile vedere Biru perché 10 minuti prima aveva avuto un ulteriore crisi respiratoria e la mia visione lo avrebbe agitato. Replico mantenendo la calma raccontandole la telefonata intercorsa con la Professoressa Antonioni, dalla quale non era emerso granchè se non che stava meglio. Ribatte che non è possibile vedere Biru , di contro le rimarco la mia insistenza spiegandole che la mia visione lo avrebbe tranquillizzato conoscendo il suo stato emotivo. Difronte all’ irremovibilità del medico ho preteso di vederlo anche perché non poteva vietarmelo essendo nell’orario deputato alle visite. A questo punto mi si acconsente di vederlo ed appena mi avvicino alla “cuccia” con profondo stupore e sconforto mi accorgo che Biru è privo di vita, mi rivolgo con tono alterato alla dottoressa o presunta tale, “ma e deceduto lo avete lasciato solo e non mi avete neppure avvisata!!!” In preda la panico fa a Biru un iniezione di adrenalina senza alcun riscontro; si allontana dalla stanza prende il telefono mentre rimango nella stanza con Biru privo di vita. Poco dopo arriva la Prof.ssa Antonioni con i referti delle analisi ( il laboratorio evidentemente lavora anche di pomeriggio!!!) dicendomi: “ Signora che pretendeva il suo gatto è FIV positivo” ; replico che non pretendevo miracoli ma dal momento che aveva avuto una crisi respiratoria poco prima, avrebbero potuto evitare di lasciarlo solo e che quanto meno, COSCIENZA vuole che avrebbero potuto avvisarmi del peggioramento. La risposta è stata ancor più sconcertante:” signora ma abbiamo tanto da fare”. Ad aggravare ancor di più la dolorosa situazione, è stata la fila che ho dovuto sostenere per il pagamento immediato delle prestazioni. Questa mia narrazione dei fatti è volta a denunciare che nella triste circostanza che ho vissuto, ho constato una totale mancanza di comunicazione di cortesia organizzazione e soprattutto di sensibilità (se non quella avuta dal personale di turno domenica al pronto soccorso, tra l’altro neo laureate e specializzande). L’avermi precluso la possibilità di stare accanto a Biru gli ultimi istanti di vita lo trovo raccapricciante. Da profana non entro nel merito delle competenze professionali del personale medico, ma posso senz’altro evidenziare come nella struttura in questione il personale medico/docente con il quale sono venuta in contatto sia totalmente sprovvisto della componente di coscienza che il giuramento scienza/coscienza dovrebbe imporre. Questo lo posso inconfutabilmente riconoscere dal momento che nel corso della malattia di Biru ho fortunatamente avuto la possibilità di far assistere Biru da un veterinario dell’ENPA ( il Dott. Luca Massaroni) che con dedizione, affetto, professionalità, competenza e disponibilità dimostrata anche oltre il normale orario lavorativo e nei giorni festivi, ha reso la malattia di Biru degna di essere vissuta somministrandogli non solo cure mediche che gli hanno consentito di vivere due anni , ma riversandogli quell’affetto e amore che hanno sortito quell’effetto benefico che nessun farmaco può e potrà mai fare. Sarebbe infine auspicabile prevedere la possibilità di lasciare un commento sulla propria esperienza, com’è consuetudine ormai ovunque, per poter migliorare le prestazioni offerte ( ammesso che lo si voglia!!!). Tiziana Crocilli

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