Bambini e tecnologie: ecco perché vanno banditi smartphone, tablet e videogiochi

L'uso smodato di smartphone, tablet e videogiochi crea dipendenza nei bambini molto piccoli, oltre a generare una serie di effetti drammatici sulla salute e sullo sviluppo motorio e cognitivo. Ecco gli studi che lo dimostrano

Quante volte vi sarà capitato, a cena fuori in pizzeria, sull’autobus per andare al lavoro, al supermercato mentre fate la spesa, di vedere un bambino molto piccolo intrattenuto dallo smartphone di mamma o papà? La scena è diffusissima, i bambini fanno i capricci, si annoiano, hanno reazioni imbarazzanti nei luoghi pubblici e noi li “calmiamo” somministrando loro i nostri super tecnologici telefoni o tablet, che li ipnotizzano per un’abbondante quantità di minuti, lasciando noi liberi di fare in pace quello che dobbiamo fare. 

Secondo la pediatra terapeuta americana Cris Rowan, gli effetti dell’uso così precoce della tecnologia sulla salute dei bambini da 0 a 5 anni sarebbero molto molto gravi e certamente sottovalutati da parte dei genitori.

Dopo l’American Academy of Pediatrics e la Canadian Society of Pediatrics, anche la Società Italiana di Pediatria, nel 2018, ha affermato che i bambini da 0 a 2 anni non dovrebbero essere esposti alla tecnologia (quindi non solo smartphone, ma anche tv e computer), dai 3 ai 5 l’esposizione non dovrebbe superare un’ora al giorno, mentre dai 6 ai 18 al massimo due ore al giorno.

Qui l’articolo completo.

Gli apparecchi portatili (cellulari, tablet, giochi elettronici) hanno aumentato sensibilmente la facilità di utilizzo della tecnologia, soprattutto da parte di bambini ancora molto piccoli.

Secondo la Rowan: “Da terapeuta pediatrica, faccio appello ai genitori, agli insegnanti e ai governi affinché proibiscano l’uso di dispositivi elettronici ai bambini sotto i 12 anni. Di seguito sono elencati 10 motivi, sostenuti dalla ricerca, che giustificano questa messa al bando”.

Dieci motivi per non dare lo smartphone a tuo figlio

Ecco in sintesi i punti messi a fuoco dalla pediatra americana.

1. Pericoli per la sovrastimolazione del cervello

Tra 0 e 2 anni, il cervello dei bambini aumenta per tre volte le sue dimensioni, e continua a svilupparsi rapidamente fino ai 21 anni di età. Sono gli stimoli esterni a produrre uno sviluppo precoce del cervello, così come la loro mancanza. Le ricerche hanno dimostrato che la stimolazione su un cervello in fase sviluppo prodotta da un’eccessiva esposizione alla tecnologia (cellulari, internet, iPad, TV), può comportare deficit delle funzioni esecutive e dell’attenzione, ritardi cognitivi, difficoltà di apprendimento, aumento dell’impulsività e diminuzione della capacità di autoregolarsi, che può portare nel bambino ad avere scatti d’ira.

2. Ritardo nello sviluppo motorio

Usare la tecnologia limita il movimento (si rimane fissi per molto tempo dietro allo schermo) e ciò può causare ritardi nello sviluppo motorio. Si registra che un bambino su tre inizia la scuola con ritardi nello sviluppo, che incidono negativamente sull’alfabetizzazione e i risultati scolastici. Il movimento, al contrario, migliora l’attenzione e la capacità di apprendimento. 

3. Aumento dell’obesità infantile

Sempre per il fatto che stando fermi dietro allo schermo si muovono poco, nei bambini che usano dispositivi elettronici in camera da letto è stato riscontrato il 30% in più di casi di obesità. Da questa si passa facilmente al diabete, aggiungendo che le persone obese sono più esposte al rischio di ictus e infarto, oltre che a una serie di problemi psicologici.

4. Sonno disturbato

Secondo le ricerche della Rowan, il 60% dei genitori non controlla l’uso della tecnologia dei proprio figli, e il 75% dei bambini utilizza apparecchi tecnologici in camera (Kaiser Foundation 2010). Il 75% dei bambini di 9 e 10 anni non dorme a sufficienza, e questo incide negativamente anche sul rendimento scolastico (Boston College 2012)

5. Malattie mentali e comportamentali

E’ purtroppo accertato che l’uso eccessivo della tecnologia è una delle cause di depressione infantile, ansia, disturbi dell’attaccamento, deficit di attenzione, autismo, disturbo bipolare, psicosi e comportamento problematico.

6. Aumento dell’aggressività

Attraverso i media, i bambini sono sempre più esposti a scene di violenza sessuale e fisica. Il videogioco “Grand Theft Auto V”, ad esempio contiene esplicite scene di sesso, omicidi, violenze, torture e mutilazioni, così come molti film e programmi televisivi disponibili in chiaro.

7. Demenza digitale

I bambini non riescono più a prestare attenzione che per pochi secondi. Ciò è dovuto al fatto che i contenuti dei media sono sempre più veloci, contribuendo alla diminuzione della concentrazione e della memoria. Questo avviene in quanto il cervello elimina le tracce neuronali dalla corteccia frontale. Non riuscendo a concentrarsi e a prestare attenzione, non si apprende nulla.

8. Dipendenze

Laddove spesso i genitori sono assenti dalla vita dei figli per tanti motivi (lavoro stressante, immaturità affettiva, difficoltà di entrare in relazione), i ragazzi spesso sviluppano un attaccamento patologico ai media. Le ricerche statunitensi affermano che un ragazzo su 11, tra gli 8 e i 18 anni, è dipendente dalla tecnologia.

9. Emissione di radiazioni

Già da oltre otto anni l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha classificato i cellulari e altri dispositivi wireless come un rischio di categoria 2B (potenzialmente cancerogeno) a causa dell’emissione di radiazioni. Poiché i bambini sono più sensibili a un’intera gamma di fattori rispetto agli adulti, perché il loro cervello e sistema immunitario sono ancora in fase di sviluppo, è pensabile che siano maggiormente a rischio radiazioni. 

10. Insostenibilità educativa

Purtroppo sono in aumento esponenziale anche in Italia i casi di problemi neurologici nei minori di 18 anni. E’ ormai certo che le modalità in cui i bambini sono stati “abbandonati” alla tecnologia non sono più sostenibili. I bambini sono il nostro futuro, ma non c’è futuro per i giovanissimi che abusano della tecnologia. Secondo la Rowan, ciò che urge è un approccio di “squadra” per ridurre la presenza della tecnologia nella vita dei piccolissimi, pena il futuro dei nostri figli e dell’intera società.

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