Elezioni, lo strapotere Lega compensa la crisi di Forza Italia: serve un partito solido contro quello liquido

Gli umbri stanno premiando a valanga la Lega di popolo, regge Fratelli d'italia ma lo stato di salute dei moderati di Forza Italia è preoccupante e senza di loro nel 2020 la scalata alla Regione è ardua

Quattro anni dopo Perugia, il centrodestra ha messo nel mirino il palazzo del potere di Terni, ridotto praticamente in cenere. La caduta degli dei rossi ternani è stata prima decretata a livello politico: inchieste su inchieste, il sindaco finito ai domiciliari insieme a diversi assessori, dimissioni e partito a pezzi. Poi il 10 giugno nelle urne dove il candidato del Pd e civici è arrivato appena al 15 per cento, fuori dal ballottaggio che vedra protagonisti centrodestra e movimento 5 stelle. La coalizione Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia (con l'ingresso positivo del Popolo della Famiglia che sta lentemente crescendo e a breve potrebbe arriva a dignitoso 3 per cento) è arrivata vicino alla vittoria al primo turno. A Terni ha retto anche Forza Italia - quasi 10 per cento, una percentuale ormai considerata positiva dai berlusconiani in chiara crisi - e Fratelli d'Italia si è confermata destra affidabile e radicata che in Umbria vale tra un 6/7 per cento quando si fa sul serio.

Ma la nuova primavera del centrodestra è determinata esclusivamente dalla Lega che si sta radicando anche in Umbria e non vive solo di consenso nazionale. A Terni ha sfiorato il 30 per cento, incredibile! Senza Lega, intorno al 20 per cento, a Umbertide non sarebbe andato al ballottaggio con il centrosinistra - fermo al 25 per cento, praticamente più che dimezzato -,  E dove non fa vincere o arrivarci vicino a quel che resta della coalizione dei moderati, permette (la Lega) di salvare l'onore come a Corciano. Il segreto della Lega è il ritorno della militanza, della politica in mezzo alla gente, nel rappresentare quei valori tradizionali, quel muro contro i buonismi dei nemici numero uno: i radical chic. Sezioni, iscritti, comizi e riunioni.

Al mix vincente va aggiunto anche un altro aspetto: la presenza costante sui territori del leader Salvini. Ma c'è un ma: il centrodestra così forte in Umbria e anche nel Paese è a rischio tenuta se non ci sarà il risveglio di Forza Italia che deve riprendere i moderati e i cosiddetti benestanti. Quest'ultimi votano il Pd o non vanno a votare. C'è anche chi a traghettato un pezzo di moderati verso liste unitarie con i socialisti, chi come Monacelli e Ronconi - centristi fino al midollo - che non ne vogliono sapere della Lega e sognano un grande partito popolare, in attesa di questo si sentono a loro agio in coalizione con il centrosinistra. Forza Italia deve diventare un partito vero senza o con Berlusconi che non è eterno.

Ma per fare questo serve abbandonare la vecchia formula che fino ad oggi tanto aveva dato ma che ora è spremuta al massimo: ovvero il partito liquido, un po' all'americana, un po' comitato elettorale civico. Forza Italia deve tornare ad un avere una sede regionale e altre sparse sul territorio, riunioni mensili dei circoli, convegni, formazione ma non solo sei mesi del voto ma tutto l'anno. Servono leader locali e nazionali che siano presenti in Umbria. Forza Italia deve difendere i valori tradizionali ed essere liberista in economia. Così tornerà ad avere un ruolo e un peso. Il centrodestra senza un anima liberale-cattolica rischia di essere incompiuta, ad oggi un centrodestra senza Lega non esisterebbe proprio. Sono cambiati i ruoli elettorali, ma i protagonisti devono essere gli stessi per far funzionale la coalizione. 

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