Elezioni, chi è sazio (Pd e cattolici) non comprende chi ha fame (gli umbri): ecco perchè ha perso la sinistra umbra

La sinistra di oggi dovrebbe ripartire dalla lezione dei vecchi sindaci comunisti che esaltavano il popolo e non lo mortificavano, che lo ascoltavano e lo rappresentavano. Oggi l'eredità dei comunisti è stata presa dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle

Il sazio non ha voluto capire le ragioni, la rabbia e il cuore degli affamati umbri. Gli amministratori non hanno voluto ascoltare il grido di dolore del popolo, che anzi è stato degradato a "popolame"  e c'è chi vorrebbe togliere il diritto di voto (il suffragio universale) agli "sporchi, brutti e cattivi" che un tempo, quando votavano bene, erano invece artigiani, operai, studenti, liberi professionisti osannati perchè autori del brand made in Umbria. Addirittura sindaci che degradano la democrazia dei nostri giorni - quella che nell'urna non gli è favorevole al momento - a "popolocrazia".

Poi gli intellettuali e i dirigenti pubblici: gli umbri gli chiedono una visione per il futuro, un lavoro oggi e più sicurezza;  loro rispondono con l'anti-fascismo senza fascismo e al grido di razzismo - questo fenomeno purtroppo in crescita anche in Umbria - su ogni discussione che riguarda immigrazione ed Europa. Dall'altra parte c'è un Salvini - più presente in Umbria che al Ministero - che si fa portavoce del linguaggio semplice di molti umbri, che parla alla pancia affamata, che non si vergogna a riproporre un condono sulle cartelle di equitalia, che vuole ospitare solo il 7 per cento dei stranieri che arrivano in Italia, ovvero chi fugge da paesi in guerra, che vuole multare i venditori di falsi made in Italy, che sogna la flat tax e che fa il bullo in Europa contro gli altri "bulli" Macron in testa. 

Ma non c'è solo Salvini come dimostra Terni: c'è anche il Movimento 5 Stelle che alle politiche tocca quota 25 per cento e alle comunali si conferma forza determinante con un 10-13 per cento. Il Movimento 5 Stelle si batte per tagliare la casta, i vitalizi dei politici, le decisioni prese nelle segrete stanze, gli appalti ai soliti noti, che in attesa di un ritorno dell'offerta di lavoro è profondamente convinto nel reddito di cittadinanza che andrebbe a coprire un po' della disperazione del popolo dalla partita Iva, dei commercianti senza più negozi, degli artigiani senza più commesse. Tutta gente che attualmente non merita neanche uno straccio di welfare, di una manciata di soldi per tirare a campare. Anzi per molta sinistra, quella del pubblico impiego e dei mega premi di produzione ai dirigenti, sono i soliti evasori. 

Ecco dunque che il ciclone Lega, sommato alle battaglie etiche del Movimento 5 Stelle (meno facili da far passare, ma di grande importanza ai fini di una Umbria più trasparente) di fatto hanno sostituito nelle urne e nelle piazze il popolo della sinistra che parla sempre di più di diritti civili, sempre meno di lavoro, di problemi reali, di ultimi e di case popolari. Una sinistra filo-equitalia ma che poi grida allo scandalo se si chiedono controlli incrociati agli stranieri per capire se il loro reddito dichiarato è reale, se è giusto che ottengano quella quota di welfare che spetta ai poveri. 

I cosidetti populisti cavalcano l'onda della rabbia è vero, ma al momento al Governo portano avanti le proprie promesse in campagna elettorale. Lanciano messaggi diversi al popolo e ai poteri forti. Già questo è discontinuità. Altra cosa sarà governare con i soldi contati sia i comuni che il Paese. Molte promesse sembrano senza copertura, si dovranno fare scelte difficili... le faranno? Non lo sappiamo ma di certo populismo non fa rima con gatto-pardismo: ovvero far finta di cambiare per non cambiare nulla. O fa bene o fa male: Lega, pezzi del centrodestra e Movimento 5 Stelle sono destinati a questo... o vincere o ritornare nelle tenebre. Ma il gioco vale la candela. Il bello della democrazia è che il potere spetta al popolo - non solo quando ci fa comodo -:; se faranno bene riceveranno altri voti, se faranno male... allora Avanti un Altro! Lega, pezzi del centrodestra e Movimento 5 Stelle ottengono consensi perchè hanno deciso di ascoltare gli affamati... mentre evidentemente i sazi del Pd (cattolici ed ex Ds) non hanno ben valutato quanto possono far male i morsi della fame. 

La sinistra umbra dovrebbe ricominciare da zero magari ricordando il lavoro dei dirigenti e dei sindaci comuniti, degli anni '60 e '70. Eh già perchè grandi vecchi del partitone, come il presidente della Giunta Provincia, Gino Scaramucci, non si sarebbe mai scagliato contro le persone che hanno meno titoli di studio ma li avrebbe ascoltati e aiutati perchè non si giudica un essere umano da quanti errori grammaticali fa sui social. L'esatto contrario di quello che fa la nuova sinistra. Un vero sindaco comunista non avrebbe mai dato del "fascista" all'operaio arrabbiato o all'artigiano che chiedono meno immigrazione ma avrebbe dato del fascista alla multinazionale o all'imprenditore che li hanno impoveriti e privati del lavoro.

I comunisti umbri avrebbero parlato di lavoro, creando delle strategie, per far lavorare tutti... perchè chi non è libero del bisogno non è un uomo libero. I comunisti umbri incentivavano la natalità ma salvaguardando anche la legge sugli aborti, rispettavano la famiglia tradizionale ma allo stesso tempo battendosi contro l'omofobia cercando di non mettere in conflitto i generi di famiglia. I comunisti alla Scaramucci hanno aiutato chi non la pensava come loro, perchè gli altri erano già comunisti e non c'era bisogno di fargli vedere la differenza con le altre forze politiche. I comunisti di un tempo avrebbero preteso legalità sia dagli italiani che dagli stranieri irregolari. Perchè siamo tutti uguali, nel bene e nel male. 

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