Stati Generali, il Cal ha deciso: Spoleto, Foligno e Valnerina a Terni

E' questa la proposta ufficializzata definitivamente all'assemblea di oggi a Foligno. Il Governatore Marini: "Restiamo uniti comunque vada per il bene dell'Umbria"

Stare uniti comunque vada: con o senza provincia di Terni. In nome di un'Umbria che conti di più e che diventi progressivamente un territorio da finire in una macroregione con Toscana e Marche come da più parte auspicato o temuto.

E' questo forse il vero messaggio degli Stati Generali dell'Umbria sul riordino territoriale in chiave di tutela delle due province di casa nostra (quella Terni teoricamente è già cassata). Il senso di una giornata di dialogo e di molti già detti è arrivato direttamente dal Governatore dell'Umbria, Catiuscia Marini, che ha chiuso oggi pomeriggio i lavori all'auditorium di Foligno.

"Dobbiamo restare uniti, evitando tentativi di fuga e quelle forze centrifughe che possono attirare alcuni comuni umbri in accorpamenti presunti con altri territori extra-regione" è stato il pensiero della Marini "Una sola voce dall'Umbria sull'importanza di due enti di area vasta deve arrivare ai nostri parlamentari, a tutti gli altri e al Governo. E' fondamentale l'unità anche per tenere l'Umbria in una posizione centrale e di collaborazione anche con le altre regioni anche in virtù di chi teme di finire come territorio di una macro-regione".

Insomma, un'Umbria unita per sopravvivere alla crisi, rilanciare i rapporti di scambio con le altre regioni del Centro Italia e non finire "una provinca dell'Umbria" di un impero più vasto. Il Governatore, come i rappresentanti dell'Upi (le province dell'Umbria), dei sindaci (Wladimiro Boccali) e del Cal (il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo) sono convinti che sarebbe un errore tecnico, in fatto di servizi a cittadini e imprese una regione che ha la stessa superficie di un ente di area vasta. "Il Governo ha bloccato con questa riforma, che anche da un punto di vista costituzionale lascia molto perplessi sulla sua validita, e con i tagli agli enti locali il percorso di autonomia e decentramento alle regioni".

Il Cal ha confermato che nel documento sul riordino territoriale c'è l'ipotesi di portare i territori dello spoletino, Foligno e Valnerina sotto Terni per superare i parametri chiesti dal Governo. Al momento l'unità sulla proposta non c'è. Ma è stato deciso che a scegliere dovranno essere soprattutto i comuni interessati al trasferimento e non tanto invece un voto a maggioranza tra tutti i comuni dell'Umbria. Tradotto: Scheggia non può decidere che Spoleto vada sotto Terni se questo non è convinto di farlo.

Il clima però non è all'insegna della fiducia: c'è la percezione che anche se tutto andasse bene che il Governo dica comunque di no. C'è una speranza a novembre la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla riforma. Se fosse incostituzionale tutto resterà come oggi: due province, zero soldi da investire comunque. Nei prossimi giorni il cal produrrà il documento ufficiale ai consigli comunali. 

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