Dossier Interruzioni di Gravidanza - Calano gli aborti ma in un tre anni oltre 4mila interventi: tutti i costi e i dati ufficiali

In consiglio regionale grazie all'interrogazione del consigliere regionale De Vincenzi è stato possibile fare il punto sull'interruzione di gravidanza

In un triennio, negli ospedali dell'Umbria, sono stati effettuati qualcosa come 4.301 aborti. I non nati, dopo il concepimento, equivalgono ad un comune medio piccolo dell'Umbria. Il dato, come spiegato dall'assessore regionale Barberini rispondendo ad una interrogazione su costi e numeri dell'interruzioni di gravidanza del consigliere De Vincenzi, è in calo: nel 2015 gli interventi chirurgici furono 1545, nel 2016 1454 e nel 2017 1309. Ogni aborto ha un costo a carico della sanità regionale che si aggira intorno a 980 euro a prestazione; negli ultimi tre anni sono state coperte spese per 4milioni 298mila euro.

"Nel triennio i costi si sono contratti di quasi 300mila euro e il numero degli interventi si è ridotta di 240. L’interruzione di gravidanza viene praticata negli ospedali di  Città di Castello, Umbertide, Castiglione del Lago Assisi Pantalla Spoleto Orvieto Narni Foligno Branca Perugia e Terni. In Umbria è in atto una progressiva diminuzione del fenomeno, questo anche per l’attività svolta dal servizio sanitario. C’è ancora molto da fare e le associazioni possono dare un contributo importante, nella consapevolezza che è il servizio pubblico a dover avere un ruolo prioritario. Nel nuovo piano sanitario verrà previsto come punto caratterizzante il contributo delle associazioni, che partecipano al tavolo ‘Salute della donna ed età evolutiva a cui partecipano molti soggetti”.

Per il consigliere regionale di Centrodestra, De Vincenzi, è necessario investire risorse per fare in modo che le mamme in difficoltà, soprattutto di natura economica, possano tenere il bambino: "Abbiamo investito 5milioni nel triennio per permettere che dei cittadini umbri non venissero alla luce, su questo punto chiedo veramente alla Giunta di svolgere un’azione più incisiva di sostegno alle donne che volessero portare avanti la gravidanza e metterle in condizione anche qualora decidessero di partorire di rendere più operativa e rapida anche l’adozione”. Di Vincenzi si è detto stupito del fatto che in Regione ci siano 12 punti per l’interruzione volontaria di gravidanza "mentre invece stiamo sempre più restringendo i punti nascita e questo è po’ un controsenso".

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