Corte dei Conti, ex consigliera regionale dell'Udc condannata a risarcire con 50mila euro la Regione

La sentenza riguarda uno dei gruppi consiliari finiti sotto la lente della Guardia di Finanza. Gli atti inviati dalla Procura. Le spese non regolari

Ex consigliere regionale dell'Udc di Casini condannata dalla Corte dei Conti al pagamento di 50mila euro per via delle spese non regolari, ai fini dei regolamenti della Regione Umbria, sostenute con il fondo a disposizione dei gruppi consiliari che è finalizzato solo all'attività istituzionale del consigliere e va rendicontato con pezze di appoggio (fatture, scontrini, ricevute, cedule vari). La Corte ha condannato Sandra Monacelli a risarcire la Regione dell'Umbria con 48mila euro e altri 500 invece allo Stato. I magistrati, tra i casi di maggiore rilevanza, hanno contestato le spese per manifesti e stampa a favore di candidati di partito o di area politica di Todi e Valtopina che sono riferibili ad attività di partito politico e non per fini istituzionali. Lo stesso principio per l'affitto di alcune sale per eventi politici.

La Corte, dopo l'invio delle carte della Procura contabile, ha considerato non regolari anche gli esborsi per benzina e pasti in alcune determinate occasioni. Si evince dalla sentenza dell'11 settembre, ma pubblicata solo in questi giorni: "La mancata specificazione delle occasioni istituzionali delle spese sostenute per pasti (n. 6 nell’elencazione contenuta in citazione), identificate, al contrario, in eventi quali il Palio di Gualdo Tadino che la convenuta e i suoi familiari usavano seguire (come da dichiarazione raccolte da esercenti esercizi di ristorazione e alloggio) non consentono di considerare le spese sostenute validamente inquadrate nella fattispecie di legge afferente al funzionamento del Gruppo. Da ultimo, per le spese relative a rimborsi kilometrici valgono le considerazioni sovra svolte". Il periodo delle spese e rimborsi sono relative al 2011-2012.

Nella sentenza della Corte dei Conti, a carico di Sandra Monacelli, si cita anche il rapporto delle indagini della Guardia di Finanza che indica un presunto danno erariale "quantificato in 22.231 euro, è corrispondente (rendicontazione anno 2011) a 1.766,87 euro per consulenze, 7.870,92 euro per spese postali, telefonia e cancelleria, 3.924,86 euro per trasferte, missioni e spese di rappresentanza, 8.668,35 euro per stampa, manifesti e pubblicazioni. "Per tali somme la Consigliera - si legge - non allegò nessun documento probatorio o giustificativo delle singole operazioni compiute, né al termine della legislatura come, invece, previsto dall’art. 9 del regolamento attuativo della legge regionale n. 3/1996". Molti gruppi politici, di quel periodo, sono stati messi sotto indagine. 

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