Scuole, in Umbria due istituti su tre sono vietati agli studenti disabili

L'allarme lanciato dal consigliere regionale Squarta (FdI): Quasi 70% istituti ancora non accessibili a studenti ciechi e ipovedenti. necessarie anche verifiche solai e manutenzioni

Solo una scuola umbra su tre è accessibile ai disabili. È l’allarme lanciato dal consigliere regionale Marco Squarta (FdI) sulla scorta di una recente indagine dell'Istat.

"È un altro indicatore, negativo del fatto che l'Umbria stia perdendo terreno rispetto alle regioni più evolute del Nord Italia – commenta Sqarta - Secondo l'Istituto di ricerca più della metà delle scuole nella nostra regione, il 52 per cento per la precisione, non sono accessibili a causa della mancanza, per esempio, di ascensori per il trasporto dei disabili, di bagni, per scale e porte non a norma, oppure per l'assenza di rampe o servoscala".

Secondo il consigliere regionale "il dato umbro è peggiore rispetto alla media nazionale, che si attesta intorno al 49 per cento. Nonostante ciò i lavori effettuati durante l'anno scolastico 2017/2018 per migliorare l'accessibilità degli edifici, solo nell'8,5 per cento dei casi sono stati finalizzati all'abbattimento delle barriere architettoniche (media italiana 10,7 per cento); ne avrebbe bisogno più di una scuola su cinque, il 20,2 per cento".

Quando si parla di accessibilità non bisogna considerare solo le barrriere architettoniche, ma anche le “barriere senso-percettive per i disabili sensoriali, per cui non sono richieste opere strutturali quanto l'installazione di segnali e guide tattili sui pavimenti oppure mappe a rilievo negli edifici. Secondo le statistiche Istat non sono accessibili il 66,8 per cento degli istituti in Umbria. Nella nostra regione solo il 23 per cento delle scuole dichiara di possedere facilitatori senso-percettivi utili a favorire all'interno del plesso l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi agli studenti ciechi e ipovedenti" ribadisce Squarta.

Migliore accessibilità nelle scuole significa ricadute positive al contesto generale, qualità dell'ambiente, benessere degli studenti ed inclusione, con conseguente ricaduta sulla qualità didattica e formativa delle intere classi.

"Il patrimonio scolastico umbro è abbastanza vetusto - prosegue Squarta - costruito per lo più tra il dopoguerra e la fine degli anni Ottanta. Nell'ultimo periodo sono state svolte verifiche sulla vulnerabilità sismica, ma secondo il recente report 'Ecosistema scuola' di Legambiente è bassa la percentuale delle indagini diagnostiche dei solai (13,5 per cento contro il 20,7 nazionale) con uno scarso 2,5 per cento di interventi di messa in sicurezza effettuati nel 2017. Stando al dossier dell'associazione ambientalista – conclude - il 25,8 per cento delle scuole umbre necessita di interventi di manutenzione urgenti".

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