Concorsi truccati in Sanità, la Lega vuole la testa della Marini: "Dimettiti subito. l'Umbria è allo sbando"

I deputati e i senatori umbri hanno ribadito che la Presidente non ha più né il consenso popolare né la capacità di guidare la nostra regione che è sempre più povera e sempre più sfiduciata

Non uno ma cento passi indietro alla Presidente Catiuscia Marini. E' questo che chiede la Lega Umbria e lo fa da Perugia dopo lo tsunami giudiziario che ha portato sotto indagine la massima carica dell'Umbria e agli arresti domiciliari il segretario del Pd, Gianpiero Bocci e l'assessore regionale alla sanità e al welfare Luca Barberini. L'onorevole Caparvi - in una sede perugina del movimento gremita da simpatizzanti e iscritti - si è rivolto ai media per chiedere ufficialmente - con tanto di cartello - le dimissioni immediate della Presidente Catiuscia Marini.

"La magistratura farà il suo corso ed emetterà le sentenze. Noi, dopo quello che abbiamo letto, diamo un giudizio politico chiaro e forte. Una sana amministrazione non trucca i concorsi, non chiede le domande dei quiz per i concorsi e non fa discriminazioni tra cittadini perchè vuole piazzare i propri. La Marini e la sua Giunta non hanno più il consenso popolare, non hanno più un programma per l'Umbria e ogni giorno che passa la rende più povera, più disperata, più marginale. E' stato creato un regime clientelare che sta implodendo. Chiediamo le dimissioni immediate e il ritorno al voto per dare parole ai cittadini e far ripartire, seppur dalle macerie, questa nostra regione che non merita le umiliazioni inflitte dal Pd".

E le dimissioni della Marini sembrano per molti un atto dovuto per difendersi dalle accuse come donna libera ma anche per dar allo stesso tempo un futuro diverso all'Umbria. Manca un solo anno allo scadere del mandato. Caparvi, segretario regionale della Lega, ha ribadito che "siamo pronti ad esprimere una nostra candidatura alla guida della regione non per sostituire un regime con un altro ma per una nuova fase politica che sia all'insegna del merito, dell'occupazione, dello sviluppo. Dove alla Sanità si mettono i più bravi ai vertici e non quelli che hanno la tessera del Pd".

Sul voto anticipato ha fatto i calcoli il senatore Luca Briziarelli: "Non ci sono più i tempi per accorpare le elezioni regionali a maggio, ma la prima finestra utilie è quella di ottobre. Andare al voto il prima possibile è un atto dovuto non si può più far finta di niente. Dalla sanità passando ai rifiuti fino ai trasporti negli ultimi anni è stata tutta una indagine sull'operato del centrosinistra". Dimissioni a gran voce chieste dall'onorevole Santamarini e dall'onorevole Marchetti: "Lancio un appello - ha spiegato l'onorevole leghista che ha sconfitto Bocci alle ultime politiche - a tutti gli umbri che in questi anni hanno partcipato ai concorsi per trovare un posto di lavoro nella pubblica amministrazione. Persone oneste che hanno studiato ma non avendo le giuste conoscenze sono state fatte scivolare in clssifica. Se avete visto delle anomalie o saputo del solito clientelismo... questo è il momento storico e giusto per andare dalla Procura e dai Carabinieri e denunciare tutto. Se ci sarà il processo i cittadini devono costituirsi parte civile".

Duro anche il consigliere regionale della Lega Nord, Mancini: "La gestione clientelare della Sanità Pubblica la stiamo combattendo dal 2015 da quando ci siamo insediati come gruppo leghista in consiglio regionale. Avevamo chiesto la turnazione dei dirigenti, un ricambio nei posti chiave, per evitare clientele consolidate e altri feudi politici. Ma la Marini non ha voluto. Lo stesso Pd non ha voluto accettare la nostra proposta. Nonostante la rottura a quei tempi l'assessore Barberini e la Presidente proprio sui manager. Lo stesso Barberini aveva chiesto un ricambio e un nuovo metodo di gestire. Oggi però si trovano indagati e senza più una credibilità politica".

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