Riforma sanitaria, c'è la maggioranza: derby tra Foligno-Terni su sede Asl

Iniziata la discussione in consiglio regionale sulla Riforma della sanità del Presidente Catiuscia Marini. La scheda dei cambiamenti. I retroscena politici prima del voto del 7 novembre

La maggioranza di centrosinistra ha praticamente blindato la Riforma regionale della Sanità che da questa mattina (6 novembre) e per tutto domani (7 novembre), sarà in discussione in consiglio regionale per la definitiva approvazione e l'entrata in vigore dal 1°gennaio 2013. Il capogruppo del Pd, Renato Locchi, relatore di maggioranza, ha ammesso delle differenze di opinioni all'interno della maggioranza - i due consiglieri del Pd Smacchi e Barberini fautori di una sola Asl e di una sola Azienda Ospedaliera contro le due a testa previste dalla Riforma della Giunta Marini - ma ha annunciato un apprezzamento generale maggioritario e diffuso nel consiglio regionale: "Nella maggioranza sono emerse posizioni diverse, legittime e fondate, però è convincente la proposta della Giunta regionale, diventata patrimonio della larga maggioranza della maggioranza".

Insomma salvo colpi di teatro la Presidente Marini può contare sulle posizioni critiche ma a favore di Rifondazione Comunista, Gruppo Misto (Carpinelli), Idv (Brutti e Dottorini), Socialisti e il 90 per cento della folta schiera dei consiglieri regionali del Pd. In più parte del Pdl - Valentino ha annunciato però un voto contrariao - potrebbe astenersi abbassando così il quorum dei potenziali contrari. Resta da decidere la posizione del duo Barberini-Smacchi (astensione? O uscita dall'aula prima del voto?), del comunista al Misto Orfeo Goracci. Tra qualche mugugno la Riforma dovrebbe passare anche se non proprio con la più ampia delle maggioranze possibili. Si voterà domani (7 novembre). Per il Pdl - relatore Lignani - la riforma è "transitoria" e quindi soggetta ad ulteriori modifiche in futuro (un giudizio che si pensa portare all'astensione...).
 
"Oggi vengono ribadite cose che noi dicevamo da tempo" ha ribadito Lignani  "Sono presenti ancora dei coni d’ombra all’interno di questa riforma e il nostro giudizio è transitorio perché consideriamo in ogni caso questo disegno di legge come un punto di partenza e non come un punto di arrivo. Nel corso del dibattito vedremo anche le volontà di guardare al futuro, di non chiudersi a riccio e, attraverso il dibattito, ovviamente, verificheremo quello che sarà il nostro atteggiamento in sede di voto definitivo". 
 
Anche in caso di voto favorevole per la Riforma non si conosceranno al momento le sedi territoriali delle due Asl (Perugia appare scontata, ma poi c'è il derby Foligno-Terni con la prima favorita) e delle due aziende ospedaliere (che essendo comunque "universitarie" saranno realizzate a Perugia e Terni). La Conferenza dei sindaci dovrà dare delle indicazioni e la Giunta regionale poi dare l'ok o apportare le dovute correzioni.
 
RIORDINO DEL SISTEMA SANITARIO. LA SCHEDA
Il nuovo ordinamento del sistema si sviluppa attraverso “una rivisitazione dell'assetto istituzionale mirata a favorire l'integrazione tra il livello ospedaliero e il livello territoriale, una riduzione a 2 del numero delle Aziende unità sanitarie locali, l'integrazione delle 2 Aziende ospedaliere con l'Università, la promozione e il potenziamento del modello a rete con l'implementazione delle reti cliniche e sanitarie. Previste inoltre riqualificazione e riorganizzazione della rete ospedaliera attraverso la ridefinizione del ruolo degli ospedali esistenti (da considerarsi quali nodi di una rete integrata di servizi ospedalieri), con l'identificazione dei presidi ospedalieri sede del sistema di emergenza urgenza e quelli accorpati in unico presidio; il rafforzamento della rete territoriale, nella quale vanno potenziate le sue componenti di base, specialistiche, di residenzialità e domiciliarità, (assistenza domiciliare, assistenza domiciliare integrata e le cure palliative), mediante la riqualificazione organizzativa dei Distretti e la promozione dell'istituzione delle Case della Salute; il miglioramento dell'integrazione tra ospedale e territorio garantendo l'effettiva presa in carico dei pazienti dimessi dalle strutture ospedaliere con conseguente potenziamento del percorso di dimissioni protette”.
 
Viene poi prevista la costituzione della Conferenza dei sindaci in ciascuna delle unità sanitarie locali istituite. Essa assumerà un forte ruolo nell'ambito della programmazione e pianificazione sanitaria locale e regionale. A livello locale, la Conferenza dei sindaci garantisce la concertazione e la cooperazione tra l'Unita sanitaria locale e gli Enti locali, contribuendo alla definizione delle linee di indirizzo e di attività dell'Unita sanitaria locale di riferimento e della programmazione e delle attività che investono, in maniera unitaria, prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale.
 
A livello regionale, la Conferenza dei sindaci formula indirizzi per l'impostazione programmatica delle attività delle Unità sanitarie locali, esprime alla Giunta regionale pareri sull'efficacia ed efficienza dei servizi, formula proposte ai fini della valutazione dei direttori generali delle Unità sanitarie locali, esprime parere sul progetto di Piano sanitario. Tra le innovazione previste ci sono infine la chiusura entro fine 2012 dell'Agenzia Umbria sanità e la modifica (nel rispetto delle normative europee e del codice degli appalti) delle procedure per l'affidamento del trasporto sanitario ad enti senza scopo di lucro. 
 
LE MODIFICHE APPORTATE DURANTE I LAVORI IN PRIMA COMMISSIONE. Il testo oggi in discussione nell'Aula di Palazzo Cesaroni è il frutto del confronto tra Giunta e consiglieri regionali svoltosi in Prima Commissione, sede in cui sono state respinte le proposte di modifica firmate da Barberini e Smacchi (Pd) che miravano a ridisegnare un sistema sanitario basato su una sola Als regionale e una sola Azienda ospedaliera universitaria. Non ha trovato accoglimento neppure la proposta del Pdl (Monni e Lignani Marchesani) di prevedere un collegio sindacale delle Aziende sanitarie in cui sedessero due rappresentanti della Regione. Sono state invece approvati: la proposta Buconi (Psi) sul regolamento che dovrà disciplinare l'organizzazione e il funzionamento del nucleo tecnico di controllo sulla gestione e la qualità della spesa e dei servizi delle Asl. L'istituzione dei dipartimenti interaziendali tra Asl e aziende ospedaliere (Chiacchieroni).
 
La previsione di una maggiore autonomia alle professioni sanitarie non mediche (Dottorini). L'introduzione di un codice etico per il personale delle aziende sanitarie e delle associazioni che svolgono attività nelle strutture sanitarie (Stufara). La previsione di vincoli precisi per i protocolli di intesa tra Regione e Università (Dottorini) e i principi relativi all'umanizzazione delle cure che il direttore generale della Asl deve seguire nell'espletare le proprie funzioni (Dottorini). La presenza di componenti esterni nell'organismo di valutazione del direttore generale (Dottorini e Stufara). L'introduzione di un termine di 6 mesi per la copertura temporanea dell'incarico di direttore generale – in caso di decadenza o revoca – prima della nomina da parte della Giunta del nuovo direttore (Monni, Barberini, Monacelli). L'introduzione della decadenza del direttore generale dell'azienda ospedaliero-universitaria tra le procedure da disciplinare con il protocollo di intesa Regione –Università (Barberini). L'istituzione dell'organo di indirizzo unico per le aziende ospedaliero universitarie di cui non potranno fare parte lavoratori già collocati in pensione. La garanzia della presa in carico del paziente e della continuità assistenziale (Monacelli).
 
La convocazione annuale obbligatoria della conferenza dei servizi a livello distrettuale per verificare l'andamento degli interventi attuati (Dottorini). La scadenza di 12 mesi per la trasmissione al Consiglio regionale del Piano sanitario regionale (Stufara). L'implementazione delle misure di informazione, partecipazione e tutela dei diritti dei cittadini. Il divieto di conferimento di incarichi di consulenza, collaborazione, studi e ricerca a personale già pensione (Barberini–Smacchi). La collaborazione dell'Osservatorio epidemiologico con l'Istituto zooprofilattico e l'Agenzia regionale per l'ambiente (Dottorini). I requisiti necessari per l'autorizzazione e l'accreditamento, in base alla normativa europea, delle organizzazioni di volontariato con cui vengono stipulate convenzioni per il trasporto sanitario. L'introduzione dell'elisoccorso tra i possibili sistemi di trasporto d'emergenza (Monacelli) e il rispetto dei contratti di lavoro, laddove previsti, quale requisito per ottenere l'assegnazione di un servizio di trasporto sanitario (Stufara).
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