Rifondazione Comunista non molla: il congresso, la nuova classe dirigente e l'unità a sinistra

Oltre ottanta delegati saranno presenti al congresso al Park Hotel di Ponte San Giovanni. Il grande sogno: quello di alimentare una nuova sinistra unita anti-liberista.

Certo i bei tempi del 10 per cento ottenuto alle regionali del 1999 in Umbria e degli assessori e presidente del consiglio regionale sono ormai lontani, ma Rifondazione Comunista della Provincia di Perugia non è certo sparita. Sta sui territori, ha circoli, iscritti, qualche consigliere comunale e amministratore e il prossimo 26 marzo darà vita al suo X congresso che è previsto al Park Hotel di Ponte San Giovanni. Ed ha un grande sogno: quello di alimentare una nuova sinistra unita anti-liberista.

 "È con soddisfazione che presentiamo il nostro decimo congresso della federazione provinciale di Perugia - ha aperto Oscar Monaco - che si terrà domenica prossima. I congressi svolti in tutta la provincia hanno confermato apliamente la linea nazionale del documento di maggioranza, ovvero la proposta unitaria della sinistra antiliberista rivolta a tutte le organizzazioni politiche e sociali e a tutte le donne e uomini che ritengono priorità l'altarnativa al neoliberismo e alle sue politiche. Il dibattito nei congressi della federazione - ha sottolineato Monaco - è stato articolato e unitario e da questo è emersa una nuova classe dirigente con l'elezione di nuovi segretari di circolo. Compagne e compagni, che si impegnaneranno in prima persona nella costruzione di una sinistra unita autonoma e alternativa in tutti i territori".

Per la commissione congressuale ha illustrato i dati Massimiliano Manfroni spiegando: "nel peridodo dal 26 febbraio al 5 marzo si sono tenuti venti assemble congressuali rappresentstive di ventisei circoli distribuiti nei centri più importanti della provincia, una presenza che si articola nei più importanti centri da Perugia a Castiglione del Lago a San Giustino a Corciano passando per Spoleto che sarà sede del congresso nazionale la settimana dopo il nostro congresso.  Il documento n.1 di maggioranza ha ottenuto il 98,2% delle preferenze degli aventi diritto, corrispondente a 335 voti, mentre il documento n.2 ha ottenuto l'1,6% pari a 6 voti degli aventi diritto, 2 le astensioni. Domenica quindi la platea sarà composta da oltre ottanta delegati, a riprova del buon lavoro svolto per garantire la partecipazione delle compagne e compagni."

Il neo segretario Lorenzo Falistocco ha fatto il punto sul Governo di Perugia in "mano alle destre" e con una "opposizione inesistente": "È evidente che anche a Perugia sia necessaria la costruzione di una sinistra forte, alternativa e autonoma. A questo proposito vorrei parlare, in particolare della città, perchè l'incapacita dell'amministrazione è sotto.gli occhi.di tutti. Perugia è male amministrata dalla destra e dal sindaco Romizi, basti pensare alla privatizzazioni delle mense scolastiche o al tema della sicurezza. Tutto questo è portato avanti senza alcuna opposizione organizzata o presente in consiglio. Noi crediamo che ci sia bisogno dell'apertura degli spazi sociali e di confronto, non il contrario, in una città sempre più vuota. Proponiamo una politica che sia capace di ricostruire quel tessuto sociale distrutto dalla crisi".

Presenti in sala anche Andra Ferroni coordinatore nazionale giovani comunisti e Stefano Zuccherini della Direzione Nazionale, che nei loro interventi hanno sottolineato la scelta di Spoleto quale sede del X° congresso nazionale per alcuni imposrtanti aspetti, il primo: manifestare solidarietà ad un territorio duramente colpito cercando mantenere alta l'attenzione. L'altro aspetto lo ha descritto lo stesso Zuccherini, attaccando l'incapacita del Governo  nella ricostruzione post terremoto, che ancora oggi non ha visto segnali concreti. attaccando anche la classe dirigente delle Regioni colpite, in particolar modo quella Umbra,  perche ha supinamente ha accettato un modello d'emergenza e di ricostruzione centralista e inefficace, pur avendo un'esperienza importante come quella del post terremoto del 97 preso ad esempio in altre emergenze. 

Infine l'ultimo aspetto toccato da Ferroni ha ricordato il lavoro svolto subito dopo il sisma dalle brigate di solidarietà attiva nel portare i primi soccorsi alle popolazioni colpite del centro italia.  A dimostrazione di un impegno volontaristico basato sulla solidarietà. Dunque Rifondazione comunista di Perugia è un'organizzazione viva che discute e si riorganizza rilanciando un appello concreto all'unita della sinistra politica e sociale.
 

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