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Sanità: addio alla Croce Rossa, Stella d'Italia e Croce Bianca?

Una gara d'appalto per il 118 emergenza metterebbe fuori - a causa dei parametri- le associazioni più famose d'italia per fare posto a cooperative. A rischio dipendenti e oltre mille volontari

Nicola Bossi23 maggio 2012

Croce Rossa, Croce Bianca e Stella d'Italia: tre associazioni storiche che da tempo immemore con professionisti e volontari permettono il trasporto dei malati, degli organi, l'emergenza del 118, l'assistenza degli anziani e il teleintervento in ambito sanitario.

Associazioni che come se non bastasse nel pacchetto assistenza - ovviamente pagato dalla Regione - consentono anche l'intervento nelle gare sportive, nelle rievocazioni storiche (pensiamo alla Quintana) e ai grandi eventi umbri. Il tutto con mezzi propri acquistati con i denari per il lavoro svolto e le donazioni. Roba da tenersi stretti, stretti fino alla fine dei tempi.
 
Eppure non è così. Le tre associazioni rischiano di chiudere i battenti a Perugia, Spoleto, Foligno, Valnerina e prossimamente anche nel resto dell'Umbria. Motivo: il servizio di 118 sarà messo a gara. Come se fosse la pulizia degli uffici comunali e non un ruolo strategico dove servono professionalità, esperienza, conoscenza sul territorio e dimostrazione di una etica splendente.
 
La gara, secondo le associazioni, vedrà la presenza di cooperative - spesso del Sud - che con un gioco a ribasso potrebbero soffiare l'appalto, anche perchè nei parametri di gara non c'è nessun riconoscimento del lavoro passato. E la gara non prevede neanche l'obbligo di assunzione degli esperti sanitari a contratto delle tre associazioni in caso di vittoria di un esterno.
 
Da qui la protesta ad oltranza, notte e giorno, della Croce Rosa, Croce Bianca e Stella d'Italia davanti alla Regione. A dicembre, dopo una serie di rinvii, dovrebbero scattare le gare nell'Asl 2 e 3 (perugia e foligno-spoleto-valnerina). Gli operatori a rischio posto di lavoro chiedono una gara dove la professionalità ascquisita, la conoscenza del territorio e la dote di 1000 volontari siano discriminanti versi altri soggetti esterni.
 
"Non c'è in ballo solo il nostro posto di lavoro, ma la salute dei cittadini" spiegano  i volontari in protesta  "Le cooperative sociali tendono ad assumere con salari da 900 euro personale ovviamente non qualificato e non esperto. Fanno 4-5 giorni di formazione e poi via sulle strade di territori sconosciuti. Senza l'appalto sanitario le nostra associazioni non potranno più garantire il servizio di sicurezza per le gare sportive e per gli eventi e soprattutto il telecontrollo dove i volontari rispondo al telefono alle varie emergenze - modello salva-vita beghelli - degli anziani soli. Sarebbe un disastro per il welfare umbro". Le rivendicazioni degli operatori del 118 sono state ascoltate dall'ufficio di presidenza del Consiglio regionale che ha incaricato la prima e terza commissione per fare il punto sulla gara d'appalto. 
 

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