Gay Pride Village, l'Omphalos risponde al cattolicissimo De Vincenzi: "Mentalità da 1416... dimettiti"

Il consigliere comunale e regionale De Vincenzi aveva attaccato il comune per il patrocinio all'evento. La risposta pepata dell'Omphalos che non risparmia neanche la giornalista perugina Costanza Miriano...

Bucaioni, uno dei leader dell'Omphalos

L'ultra-cattolico De Vincenzi non ne vuole sapere del patrocinio del Comune - la giunta che in teoria appoggia - al tradizionale Pride Village dove si discute di diritti e di futuro di una delle tante comunità perugine: ovvero le persone lgbt. Addirittura De Vincenzi pone quasi un ultimatum al sindaco Romizi: o io o loro. Puntuale arriva la risposta pepata dell'Omphalos sia allo stesso De Vincenzi che alla giornalista Costanza Miriano che avrebbe detto di essere favorelissima alle discriminazioni in fatto di gusti sessuali. 

"Ci dispiace che il consigliere De Vincenzi si senta scandalizzato e abbandonato dalla sua stessa maggioranza per il rinnovo della concessione del patrocinio del Comune di Perugia al Perugia Pride Village – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – crediamo sia arrivato il momento che il consigliere prenda atto che la sua posizione è ancorata nel medioevo del 1416 mentre la città e il paese intero si muovono nel 2017. Evidentemente al consigliere non sono bastate le risposte negative che continuano ad arrivare a tutte le sue iniziative, dalla crociata sui “libretti gender” in Comune a quella sulla legge contro l’omofobia in Regione fino alle unioni civili in parlamento. Forse è il caso che De Vincenzi se ne faccia una ragione, lasci le sue due poltrone che occupa in contemporanea in Comune e Regione e torni a fare altro"

L'Omphalos considera violento il messaggio diffuso pochi giorni fa dalla giornalista perugina Costanza Miriano, che si dichiara “favorevolissima alle discriminazioni”. "Il tema di questa edizione del Perugia Pride Village è proprio la laicità, con lo slogan “Si scrive laico, si legge libero” – continua Bucaioni – e le orribili dichiarazioni di questi giorni ci confermano quanto ancora abbiamo bisogno di laicità in Italia. È il momento che la società tutta diventi bandiera di un pensiero libero e laico, in cui atei e credenti di ogni religione trovino la capacità di separare la devozione individuale dalla discriminazione. Per questo il Perugia Pride Village è importante e merita il patrocinio e il sostegno delle amministrazioni pubbliche, non solo per le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans* e intersex, ma per tutta la comunità cittadina e regionale.

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