Incendio a Ponte San Giovanni, convocazione 'straordinaria' dell'assessore regionale: "Chiarire le conseguenze"

L'assessore Cecchini convocato dalla Seconda commissione di Palazzo Cesaroni. Lettera del Movimento 5Stelle

“Quanto avvenuto ieri nella immediata periferia di Perugia merita un approfondimento da parte dell’Assemblea legislativa. Il grave incendio che ha interessato lo stabilimento privato ‘Biondi recuperi’ di Ponte San Giovanni rappresenta un segnale preoccupante per la città e per tutta la comunità regionale, visto che impianti di questo genere sono presenti in diverse zone dell’Umbria”. Così la presidente della Seconda commissione dell’Assemblea legislativa, Carla Casciari, evidenzia le decisione dell’organismo consiliare di convocare una audizione con l’assessore regionale Fernanda Cecchini al fine di “approfondire cause, contesto e conseguenze dell’incendio”.

La presidente Casciari ha inoltre annunciato l’intenzione "di promuovere una serie di sopralluoghi e visite ispettive della Commissione negli impianti umbri dedicati al trattamento e alla gestione dei rifiuti". 

In apertura dei lavori i commissari, a partire dal capogruppo M5S Andrea Liberati (che sull’argomento ha inviato una lettera anche alle presidenti Porzi e Marini) hanno sottolineato "la necessità di fare chiarezza su quanto avvenuto e di ottenere informazioni su sui rifiuti trattati nell’impianto, sulla attuale struttura societaria, sugli effetti dell'incendio sull’ambiente".

Ecco la lettera del Movimento 5Stelle, postata su Facebook dal consigliere regionale Andrea Liberati: "Gentili Presidenti Catiuscia Marini, Donatella Porzi e Carla Casciari, alla luce degli eventi drammatici di Perugia, con il rogo di rifiuti presso la Biondi Recuperi avvenuto ieri, lo scrivente Gruppo chiede che,domani, in apertura di seduta, la Giunta regionale trasmetta all'Aula ogni informazione utile su quanto accaduto, con l'indicazione delle iniziative che sono state e saranno assunte in merito. Particolare attenzione dovrà essere posta sull'aperta questione delPiano rifiuti, scaduto formalmente da un lustro, così come alle attività di AURI, considerando che il Piano d'Ambito, dopo anni di attesa, resta ancora sulla carta. Al riguardo, si chiede al presidente della II Commissione di riunire l'organismo in seduta permanente, ponendo prioritariamente all'ordine del giorno proprio il predetto, fantomatico nuovo Piano rifiuti e la vicenda AURI. Ai sensi di Statuto e Regolamento Interno, si chiede inoltre al Presidente di Commissione diavviare un'indagine conoscitiva formale sul predetto caso Biondi Recuperi per acquisire notizie, informazioni e documentazioni utili all’attività dell’Assemblea, chiarendo quale potenziale di rischio per la vita umana presentino altri impianti del settore rifiuti in Umbria. Sin da oggi, inoltre, lo scrivente Gruppo chiede di effettuare in condizioni di sicurezza visite ispettive presso gli impianti di gestione del servizio rifiuti, di cui i consiglieri regionali mediamente ignorano funzioni e disfunzioni reali. Trattasi peraltro di impianti notoriamente spesso privatizzati. Si chiede infine di informare ufficialmente la Commissione Ecomafie dell'accaduto anche in vista del loro ritorno in Umbria, previsto per il 19 marzo p.v., coordinando con costoro le attività in merito anche in vista di un necessario incontro ufficiale II Commissione-Commissione bicamerale, stanti pure le difficoltà evidenti in cui si dibatte la gestione dei rifiuti civili e industriali dell'Umbria. Si chiede infine di ricevere subito daARPA un report dettagliato su quanto accaduto alla Biondi Recuperi, chiarendo i controlli finora effettuati in loco -prima del rogo- e quelli predisposti dopo, sulla base di un modello matematico-scientifico di ricaduta al suolo degli inquinanti su tutta la zona potenzialmente contaminata. In particolare, si chiede di conoscere se esista un rischio diossine/PCB/IPA sprigionati dal rogo, sia in aria che nel suolo che negli alimenti". 

Interviene anche il Pd di Perugia che "chiede al Sindaco Romizi di fare chiarezza sulla situazione e sui rischi per la salute degli abitanti delle zone maggiormente colpite. Già il direttore dell'Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpa). dottor Walter Ganapini, nella giornata di ieri ha parlato del rogo di rifiuti come reato sentinella e inviato subito sul luogo la centralina mobile di rilevamento per misurare l'inquinamento generato dalla nube tossica a seguito dell'incendio".

E ancora: "Nel tardo pomeriggio di ieri . sottolinea il Pd - , quando la situazione è apparsa in tutta la sua gravità, l’amministrazione cittadina ha iniziato a diffondere comunicazioni attraverso le principali piattaforme social: dapprima con la generica raccomandazione di tenere porte e finestre chiuse, poi, quasi alle 23.00, comunicando l’elenco delle scuole che sarebbero rimaste chiuse. Dalla lista risultavano mancanti alcuni dei plessi scolastici più vicini all’impianto di stoccaggio come ad esempio le scuole di Collestrada, Pretola e Ponte Valleceppi, oltre all’ITTS Volta in via Assisana, inseriti poi in fretta e furia durante la notte mano a mano che genitori e insegnanti ne sottolineavano le mancanze tramite i social network. Oltre ad una generica ordinanza contingibile urgente che impone alcuni accorgimenti di tipo alimentare, nulla è stato fatto per le varie aziende che insistono nella zona industriale di Ponte San Giovanni e che sono in prossimità della Biondi. Dopo ore dall’incendio, nessuna comunicazione è stata diffusa in merito al tipo di inquinanti che sono stati dispersi nell’aria e alla qualità della stessa che stanno respirando da ore gli abitanti dei centri interessati. Auspichiamo che nella seduta di Consiglio Comunale di oggi il Sindaco in prima persona riferisca sulla situazione portando dati certi sulla qualità dell’aria che si sta respirando nella zona interessata e, a seguito del forte vento, in tutta la città. Confidiamo che la Magistratura, che ha prontamente aperto un fascicolo d’indagine, faccia emergere eventuali responsabilità per un evento, doloso o accidentale che sia, i cui effetti negativi si riverbereranno sulla città di Perugia anche nel futuro prossimo".

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