L'intervento: "Tasse adeguate, il Comune di Perugia non deve dimenticare le famiglie"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Sergio De Vincenzi del Gruppo Misto a Palazzo dei Priori, che invita a riflettere sui dati demografici del Comune di Perugia e ad adottare le dovute misure di bilancio in favore delle famiglie

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Sergio De Vincenzi, Presidente del Gruppo Misto a Palazzo dei Priori, che invita a riflettere sui dati demografici del Comune di Perugia e ad adottare le dovute misure di bilancio in favore delle famiglie

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Il quadro demografico del nostro paese, con un tasso di fecondità (numero di figli per donna) di 1,37, uno dei più bassi al mondo, è estremamente critico. Anche il Comune di Perugia si attesta su questi valori che a ragion veduta impongono l’assunzione di scelte amministrative coraggiose e non più derogabili. In ultima analisi si tratta di fronteggiare da un lato il processo di sostituzione della popolazione, che evidentemente è in pieno corso, e dall’altro il declino economico del nostro territorio collegato anche alla denatalità e alla progressiva insostenibilità dei livelli di welfare.

D’altra parte i dati pubblicati dal servizio statistico del comune, e ne cito solo due, parlano chiaro: l’indice di vecchiaia (residenti con più di 65 anni × 100/residenti di 0-14 anni) è passato in vent’anni dal 138% al 168%, mentre, confrontando i dati del 2001 e del 2011, risulta che l’incremento della popolazione di Perugia è dovuto per il 91,65% all’aumento della popolazione straniera. Mi pare evidente che se non si investe in fretta sul fronte della promozione delle famiglie con figli il futuro della nostra città non può che dirsi segnato. Mi rendo altresì conto delle difficoltà di pareggio del bilancio di Perugia, che per altro ho votato favorevolmente in preventivo lo scorso settembre per ovvie necessità politiche, ma credo fermamente che un segnale di discontinuità con il passato si debba assolutamente dare, anche alla luce delle maggiori entrate rispetto alle attese che sono derivate da TASI ed IMU. Non dimentichiamo inoltre che sono state proprio le famiglie numerose, quelle cioè con più di 4 figli, che maggiormente hanno contribuito a realizzare questo tesoretto, a fronte di abitazioni con rendite catastali, per necessità e non certo per lusso, superiori ai 450 euro, senza per contro usufruire di detrazioni e deduzioni. L’impegno di bilancio che un operazione in tal senso richiederebbe non pare per altro particolarmente impegnativo, considerando che nel Comune sono presenti poco più del 2 % di nuclei familiari da 6 componenti in su, a fronte di oltre l’8% di figli cresciuti, magari con le dovute modulazioni del caso. Il segnale che pertanto chiedo al Sindaco Romizi e alla sua Giunta per le famiglie numerose è una maggiore equità

contributiva e fiscale in ragione del ruolo sociale ed economico che svolgono. D’altra parte a nulla varrebbe riconquistare parti della città, come per altro opportunamente si sta tentando di fare, se poi non si dovessero creare le condizioni per ripopolarle con famiglie con figli che rappresentano l’unica e vera condizione di contrasto al degrado di una città.

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